"IVA LULASHI" - 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 - Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli
"IVA LULASHI.SOTTO QUALE ALBERO"
13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027
Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli
L’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA di Vercelli ospita
la straordinaria pittura di Iva Lulashi.
Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Collezione Giuseppe Iannaccone rinnova il suo appuntamento annuale con l'arte contemporanea portando a Vercelli una delle artiste più affascinanti e seguite del panorama internazionale.
Un grande appuntamento con l’arte contemporanea illumina la stagione culturale di Vercelli. Seguendo la sua speciale vocazione di valorizzare ogni anno i migliori talenti della scena artistica attuale, la Collezione Giuseppe Iannaccone presenta la nuova mostra personale di Iva Lulashi, a cura di Daniele Fenaroli, ospitata nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027.
Protagonista acclamata alla Biennale d’Arte di Venezia 2024 dove ha rappresentato l’Albania, Iva Lulashi è oggi tra le voci più originali della pittura europea. Nata a Tirana nel 1988 e cresciuta in Italia, dove si è formata all'Accademia di Belle Arti di Venezia e oggi vive e lavora a Milano, l'artista possiede un talento unico nel trasformare ricordi, immagini ed emozioni in opere dal forte impatto visivo ed emotivo. La sua pittura nasce da una sensibilità speciale verso le storie di vita, le relazioni umane e quel bisogno profondo, che appartiene a tutti, di proteggere i propri desideri più intimi da uno sguardo esterno che spesso giudica e controlla.
A rendere l'opera di Iva Lulashi così magnetica e riconoscibile è il suo inconfondibile stile pittorico. L'artista scova immagini dal passato o da brevi sequenze di video per poi soffermarsi non sulle scene ovvie, ma sugli istanti più misteriosi e carichi di attesa: un momento prima di un abbraccio, uno sguardo sfuggente, una pausa d'intimità. Con pennellate fluide, calde e quasi liquide, Lulashi scioglie i contorni e trasforma ogni quadro in un’atmosfera sospesa, magica e sognante, dove i dettagli svaniscono per lasciare spazio alla pura emozione.
Nei suoi dipinti prende forma un'assemblea di volti che non si sono lasciati ridurre a fascicolo o a pratica, ma che rimangono vivi nella loro identità. È qui che prende vita la tensione più profonda di tutta la sua opera, quella fra l'individuo e la folla: perché il desiderio è sempre singolare, e la sorveglianza è sempre plurale. I volti e i corpi vengono così protetti da bagliori di luce e colori vibranti.
L'obiettivo dell'artista non è nascondere, ma accendere la fantasia di chi guarda, invitando ognuno di noi a ritrovare nell'opera le proprie storie.
Lo spazio dell'Ex Chiesa di San Marco accoglie l'intera mostra in un'unica sala, dove tutte le opere si offrono allo sguardo in un solo colpo d'occhio, senza un percorso da seguire: un'esperienza coinvolgente e immersiva.
Poche opere soltanto, e nessuna che chieda di essere decifrata con la logica. Qui il sogno ci viene consegnato intero e senza istruzioni: un corpo senza volto, una folla senza nome, una donna che non deve muoversi perché qualcosa, per ora, tiene.
Non una semplice esposizione da osservare da lontano, ma un'esperienza d'arte immersiva, capace di emozionare, incuriosire e parlare direttamente al cuore di chiunque la visiti.
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