La Collezione permanente di Palazzo Sciarra Colonna

© Photo by Massimo Gaudio


Palazzo Sciarra Colonna, antico palazzo nobiliare, è oggi la sede della Fondazione Roma e rappresenta il cuore del Museo del Corso-Polo Museale. Nelle sue sale viene custodita una preziosa Collezione permanente, costituita da una raccolta di opere che testimonia il rapporto tra l'arte e la Capitale attraverso i secoli. Nata da un nucleo originario proveniente dalle raccolte del Monte di Pietà e della Cassa di Risparmio di Roma e arricchita nel tempo grazie ad una oculata campagna di acquisti, la Collezione permanente della Fondazione Roma riunisce, in un unico percorso espositivo, dipinti, sculture e arazzi connessi alla storia di Roma e ad artisti che vi soggiornarono, abbracciando un arco temporale che spazia dal XV secolo ai giorni nostri. Il Palazzo ospita anche una ricca e prestigiosa raccolta di medaglie e monete di oltre 2500 pezzi, alcune delle quali uniche o esternamente rare, estremamente rare, la cui parte più consistente è rappresentata dalla serie di medaglie papali, che vanno dal XV secolo sino ai nostri giorni. Periodicamente, inoltre, è possibile accedere all'appartamento del cardinale Prospero Colonna con il Gabinetto degli Specchi e la Biblioteca: gli ambienti progettati nel ‘700 da Luigi Vanvitelli, rappresentano un esempio magistrale dello stile rococò e rocaille.

Sala delle Colonne



La prima sarà alla quale si accede attraverso un ingresso monumentale sormontato da un rilievo con lo stemma colonna di sciarra, prendi il nome dalla coppia di pilastri di età romana, in lumachella rosea, un marmo pregiato proveniente dalla Tunisia.
La sala ospita una collezione di opere databili tra il XV e il XVII secolo che provengono dal Monte di Pietà di Roma, nel rione regola, e che costruiscono il primo nucleo storico della collezione. Con riferimento al primo nucleo originario della collezione, il percorso museale di palazzo sciarra colonna si apre con una sala interamente dedicata alla pietà. Con opere pittoriche di Marcello Vetusti, Piermatteo d'Amelia, Agostino Ciampelli, Pasqualino Rossi, Daniel Seiter e Girolamo Troppa, infine un'opera lignea di Silvestro dell'Aquila dal titolo La Madonna Orante accoglie il visitatore nella sala.


Sala delle Medaglie

La Sala delle Medaglie prende il nome dal grande medagliere ellittico al centro, che grazie al suo allestimento interattivo permette di esplorare il vasto patrimonio numismatico della Fondazione Roma. Al visitatore è offerta una selezione di circa 400 pezzi degli oltre 2500 esemplari, tra medaglie e monete, databili a partire dal XV secolo fino ai nostri giorni. Attorno al medagliere la sala espone arazzi, corami che evocano l’arredo tipico di un palazzo romano dell'età moderna. Oltre questi, sulle due pareti contrapposte si trovano due cuoi risalenti al XVII secolo e attribuiti a Tommaso Dovini, detto Caravaggino. Completano l'allestimento il busto marmoreo di un doge, forse Francesco Morosini, un orologio notturno a illuminazione interna di Pietro Tommaso Campani, proveniente dal palazzo dell'Antico Monte di Pietà e una vergine con Bambino in argento e bronzo dorato, derivante da un modello dello scultore bolognese Alessandro Algardi.

Sala del primo Seicento romano

Sala del primo Seicento romano

La sala del primo 600 romano documenta la coesistenza nei primi decenni del XVII secolo diversi linguaggi figurativi: la tarda maniera, la scuola bolognese e lo sfacciato mondo del caravaggismo europeo. Molteplici generi e linguaggi pittorici rappresentati con la pittura di Ventura Salimbeni, Bernardino Cesari, Willem van Nieulandt II, il bolognese Giovanni Andrea Donducci detto Mastelletta. E poi ancora i caravaggisti Claude Vignon e Gerrit Van Honthorst detto Gherardo delle Notti e la grande tela di San Giovanni Battista di Nicolas Régnier, Poi ancora opere di Massimo Stanzione, Angelo Caroselli, il francese Jean Leclerc, l’olandese Leonard Bramer, David De Haen e infine La Cortigiana di Pseudo Caroselli che testimonia la vita nei bassifondi romani.

Sala del secondo Seicento romano

In questa sala e allestita una selezione di dipinti della grande stagione del secondo barocco romano, segnata dal lavoro degli eredi Di Pietro da Cortona, tra i quali sono esposte le opere di Giacinto Gimignani, Giovanni Francesco Romanelli e Ciro Ferri, autore del grande dipinto Mosè libera le figlie di Jetro, proveniente dalla collezione dell'Erudito Cassiano del Pozzo. I due bozzetti per i pennacchi della Chiesa di Sant'Agnese in Agone di Giovanni Battista Gaulli testimoniano, anche in pittura, la fortuna del magistero di Gian Lorenzo Bernini. Completano la sala le opere dei protagonisti nord-europei della pittura di genere del barocco romano, un tempo ampiamente documentati in questo palazzo dalla raccolta del cardinale Prospero Colonna di Sciarra: dalle “invenzioni del quotidiano” del danese Monsù Bernardo, alle vedute animate con corse di cavalli del fiammingo Jan Miel, alle battaglie del romano Michelangelo Cerquozzi.

Sala dei paesaggi e delle vedute

Con un'attenzione particolare alle vedute e ai paesaggi romani, la sala raccoglie alcuni capolavori del paesaggio animato seicentesco, come la grande tela del fiammingo Jan Frans van Bloemen. La tela rappresenta il culmine di un percorso di opere che segnano l'evoluzione del paesaggio e della veduta romana, da Gaspar Van Wittel detto Gaspare Vanvitelli qui rappresentato da una lirica Veduta di Tivoli a Giovanni Paolo Pannini, campione nelle rappresentazioni delle vedute architettoniche animate. Documenti visivi della vita urbana del XVIII secolo e delle vedute antiche ridotte a capriccio, con la presenza di figuranti inseriti in uno pomposo scenario teatrale urbano.



È possibile visitare le sale della Collezione permanente nei giorni di apertura del Museo, con ingresso gratuito. Regolarmente il percorso di visita nelle sale della Collezione permanente viene arricchito da mostre temporanee tematiche.

Vi ringrazio.

Arrivederci al prossimo articolo.

Massimo

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