mercoledì 25 dicembre 2019

LA NATIVITA' NEI MUSEI E NELLE CHIESE DI ROMA


Photo by Massimo Gaudio
Antonio di Benedetto degli Aquili detto Antoniazzo Romano, Natività e i santi Andrea e Lorenzo - Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini - Roma
La Città Eterna offre molto in termini artistici sia all'interno di musei che all'interno delle chiese. Vista la festività di oggi, il tema di questo articolo è ovviamente la Natività e per l'occasione ho voluto inserire fotografie inerenti due interpretazioni diverse della nascita di Gesù.
La prima è riferita ad un dipinto di Antoniazzo Romano (Roma 1435 ca. - 1508) intitolato Natività e i santi Andrea e Lorenzo, presente alla Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma.






La seconda interpretazione di questa ricorrenza ci viene data dallo scultore toscano Arnolfo di Cambio (Colle Val d'Elsa 1240 - Firenze 1310) con il suo Presepe custodito nel museo della Basilica di Santa Maria Maggiore a Roma. Eseguito nell'ultima decade del XIII secolo, è una delle più antiche rappresentazioni esistenti commissionato da Papa Niccolò IV in occasione del restauro della Basilica.
Arnolfo di Cambio, Presepe (1290-1291) - Basilica di Santa maria Maggiore - Museo - Roma



lunedì 23 dicembre 2019

"Natalia Goncharova Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso" visitabile fino al 12 gennaio 2020 nel Palazzo Strozzi.


Natal'ja Gončarova "Autoritratto con gigli gialli" 1907-1908 Mosca, Galleria Statale Tretyakov Olio su tela (Fig.1)
A cura di Manuela Moschin

Desidero parlarvi dell'artista russa Natal'ja Gončarova (1881-1962) (Fig.1) e delle sue opere profondamente originali. 
Se in questi giorni vi trovate a Firenze la potete ammirare nella mostra intitolata "Natalia Goncharova Una donna e le avanguardie, tra Gauguin, Matisse e Picasso" visitabile fino al 12 gennaio 2020 nel Palazzo Strozzi. 
Gončarova non fu soltanto pittrice, ma anche costumista, grafica, scenografa e attrice cinematografica tanto da essere definita poliedrica.  Il suo anticonformismo contribuì a renderla originale nel suo genere.
La storica dell'arte Ludovica Sebregondi l'ha definita "Un'amazzone dell'avanguardia" scrivendo su Artedossier:
"Uno spirito anticonformista, tanto da essere stata, in Russia, oltre che la prima donna a esporre nudi, a essere censurata per aver presentato opere non tradizionali di tema religioso, a esibirsi nei cabaret, a mostrarsi nei luoghi più eleganti di Mosca con il volto dipinto per scandalizzare i benpensanti". 
Per l'artista fu fondamentale l'unione con il compagno pittore futurista appartenente all'Avanguardia Russa Michail Larionov (1881-1964) (Fig. 2 "Autoritratto") che incitandola a dipingere le disse:"Hai occhio per il colore, ma ti impegni sulla forma. Apri gli occhi ai tuoi stessi occhi". 
Insieme dettero inizio a un forte legame oltre che sentimentale anche artistico. 
C'è un dipinto che è stato significativo nella carriera artistica della pittrice Gončarova poiché tramite quest'opera fu accusata di offesa alla morale pubblica e di pornografia. Il dipinto in questione si intitola "Modella (su sfondo blu)" 1909-1910 (Fig.3) con il quale fu la prima pittrice donna a esporre nudi.
Michail Larionov "Autoritratto" 1910 (Fig.2)
Natal'ja Gončarova "Modella (su sfondo blu)" 1909-1910 (Fig.3) 

La pittrice ebbe modo di conoscere Matisse, Picasso, Marinetti, Depero e Balla  i quali furono fondamentali per la sua formazione artistica attraverso un'originale rielaborazione nello stile. 
Ci tengo inoltre a sottolineare che le foto dei dipinti "Autoritratto con gigli gialli" (Fig.1) "Inverno raccogliendo legna da ardere" (Fig.4) presenti in questo articolo sono state gentilmente offerte da Sabrina Carletti (membro gruppo Facebook L'arte raccontata nei libri  ) che ha avuto modo di visitare di recente la mostra nel Palazzo Strozzi a Firenze. Grazie Sabrina. 

Natal'ja Gončarova  "Inverno raccogliendo legna da ardere", 1911Mosca, Galleria Statale Tretyakov Olio su tela (Fig.4) 

Vi ringrazio per avermi letta.
Un caro saluto Manuela 

giovedì 28 novembre 2019

Ricordo di un dolore di Giuseppe Pellizza da Volpedo


Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC



Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

Giuseppe Pellizza da Volpedo  "Ricordo di un dolore" (Ritratto di Santina Negri) 1889 Olio su tela cm. 107x79 Bergamo, Accademia Carrara GAMeC

A cura di Manuela Moschin

Giuseppe Pellizza da Volpedo (1868- 1907) nacque a Volpedo in provincia di Alessandria. L'artista è celebre soprattutto per aver dipinto "Il Quarto Stato" che realizzò nel 1901 ed è conservato nel Museo del Novecento a Milano. Il dipinto raffigura un gruppo di lavoratori che sta marciando in segno di protesta.  
Sfogliando, invece, il catalogo della mostra “ Da Canova a Modigliani - il volto dell’Ottocento” che visitai nel 2010 nel Palazzo Zabarella a Padova mi soffermo a osservare un'opera di Giuseppe Pellizza da Volpedo intitolata “Ricordo di un Dolore” (ritratto di Santina Negri) 1889. 
Tra le straordinarie opere esposte ricordo che rimasi affascinata da questo ritratto di Giuseppe Pellizza per la capacità di rappresentare la sofferenza.
C'è un motivo particolare che indusse l'artista a realizzare quest'opera. Risulta, infatti, che a causa della perdita della sorella Antonietta dipinse il volto di una giovane donna (Santina Negri) evidenziandone l’espressione triste e pensierosa. Possiamo notare che introdusse nel dipinto una viola, comunemente detta del pensiero, allo scopo di dare maggiore enfasi al momento tragico. 
L'immagine esprime nel suo insieme una drammaticità straziante che si percepisce dallo sguardo assente, dal volto pallido e dalla postura del corpo che si trova in una condizione di completo abbandono. Il bianco contrapposto al nero crea un'atmosfera lugubre in relazione con la morte. 
Quel vuoto incolmabile per la perdita di una persona cara traspare in modo lancinante ed evidente. 
Dedico il dipinto a tutte le persone che hanno sperimentato questa situazione dolorosa. 
Un abbraccio forte 💔












martedì 5 novembre 2019

VideoBlog Leonardo Da Vinci e il Cenacolo



Leonardo da Vinci "Il Cenacolo Vinciano" (Ultima Cena) 1495-1498, tempera e olio su due strati di preparazione gessosa stesi su intonaco -  cm. 460×880 
Refettorio - Convento di Santa Maria delle Grazie, Milano.

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martedì 22 ottobre 2019

Recensione del libro "Capolavori rubati" di Luca Nannipieri - Skira Editore


Recensione del libro "Capolavori rubati" di Luca Nannipieri - Skira Editore

A cura di Manuela Moschin

Furti, saccheggi, requisizioni, spoliazioni, mercato nero, ritrovamenti, sequestri: il grande teatro dell'illecito e del concesso attorno all'arte. E' cosi che viene introdotta la questione dal critico d'arte e saggista Luca Nannipieri nel libro "Capolavori rubati" edito da Skira. 

Leggendo semplicemente il titolo e osservando la celebre Saliera di Benvenuto Cellini che emerge sulla copertina è facile intuire l'argomento principe, ossia i furti delle opere d'arte. 
L'originale volume di Nannipieri è alquanto interessante perché in ogni capitolo vengono analizzati nei dettagli i casi di depravazione più eclatanti della storia, ripercorrendo in modo approfondito un'indagine storica e artistica. 

Ecco allora che vengono a galla verità nascoste da tempo e soprattutto sconosciute dalle persone più profane.

Basandosi sulla rubrica "Caffè" di Rai Uno tenuta dall'autore è stata creata un'opera davvero esaustiva, realizzata attraverso la ricostruzione anche giudiziaria dei furti, parlando di contrabbando internazionale di antichità, di traumi storici dei saccheggi, delle spoliazioni napoleoniche e naziste.

Il tanto discusso furto risalente al 1969 del dipinto di Caravaggio avvenuto a Palermo, del quale tra l'altro quest'anno ricorre il cinquantesimo anniversario, è stato raccontato con dovizia di particolari, secondo le varie versioni che sono emerse negli anni. 

Nannipieri continua parlando di tantissimi altri episodi che si sono verificati e che sono stati oggetto di analisi, come i due Van Gogh di Amsterdam, L'urlo di Munch, la Gioconda di Leonardo da Vinci e molti altri. 

Un libro che chiarisce in modo magistrale quali sono state le dinamiche legate alla sparizione e,  nel caso in cui si fosse verificato, al ritrovamento delle opere d'arte. Lo scrittore ne offre una spiegazione minuziosa, inducendo il lettore a riflettere e a porsi dei quesiti in merito. 
Personalmente lo ritengo anche un monito affinché in futuro non si verifichino più ulteriori vicende sconcertanti ai danni della cultura. 

A proposito dell'Urlo di Munch, un dipinto che apprezzo particolarmente, desidero concludere con una citazione tratta dal libro di Nannipieri:  

L'urlo di Munch è tremendamente moderno perché non c'è nessuno che lo salva, non c'è Dio. L'uomo che da solo urla, urla senza scampo, il suo dolore è muto. E poi a chi urla? A nessuno, nessuno lo ascolta...".
Edvard Munch "L'urlo", 1893, tempera e matite colorate su cartone non preparato cm. 91x73,5 Oslo Galleria Nazionale

Caravaggio "Natività con i santi Lorenzo e Francesco" 1600 olio su tela cm. 268 x 197 trafugata nel 1969 a Palermo e non ancora ritrovata


Chi è Luca Nannipieri?

Luca Nannipieri, critico d’arte, cura la rubrica “Capolavori rubati” al “Caffè” di Rai Uno, dopo aver condotto “SOS Patrimonio artistico” sempre nella stessa trasmissione, da cui è stato tratto il libro Bellissima Italia pubblicato da Rai Eri-Rubbettino. Scrive su settimanali e quotidiani nazionali. Dirige Casa Nannipieri Arte, con la quale cura mostre e conferenze di arte moderna e contemporanea, da Giacomo Balla a Keith Haring.
Il critico d'arte e saggista Luca Nannipieri 

Sinossi "Capolavori rubati" 

“Crocifissi, pale d’altare, ostensori, candelabri, turiboli, arredi funerari, urne cinerarie, statuette votive, bassorilievi, statue bronzee, mosaici, gioielli preziosi, stendardi, papiri, tele d’artista, così come i monumenta, sono stati ripetutamente oggetto di contese, guerre legali, diplomatiche, spoliazioni, saccheggi, violente dispersioni. Attorno a questi particolarissimi manufatti, che sono le opere d’arte, e a questi particolarissimi luoghi pubblici, che sono i monumenti, non sono gravitati soltanto cure, attenzioni, premure, dedizioni, meticolosi riguardi verso la loro preservazione, ma anche e spesso avidità, ingordigie, accanimenti, speculazioni.”
C’è sempre stata lotta attorno all’arte. Omicidi, furti, razzie, corruzioni, contrabbandi, soprusi, roghi, devastazioni, confische hanno contraddistinto la vita di molti capolavori. Da Caravaggio a Picasso, da de Chirico a Munch, da Renoir a Klimt, fino alle statue della classicità, sono molti gli episodi, alcuni celeberrimi, altri poco conosciuti, alcuni risolti, molti altri ancora sotto indagine, che ci portano nel cuore dell’illegalità, della criminalità, del mercato nero, della cupidigia, della volontà di potenza, che si nasconde dietro ogni ladrocinio.
Partendo dalla rubrica che l’autore Luca Nannipieri tiene al “Caffè” di Rai Uno, vengono illustrati i casi più clamorosi di furti di opere d’arte, affrontando anche i traumi storici di saccheggi e spoliazioni coloniali e imperialiste.
Attraverso la narrazione e la ricostruzione giudiziaria dei furti, il commento sullo stile artistico delle opere rubate, l’inquadramento storico, la disamina museografica sulla sicurezza e sulla protezione dei capolavori, il libro affronta il grande tema dell’arte nel suo rapporto con la complessità del male.

Titolo: Capolavori rubati
Autore: Luca Nannipieri
Collana StorieSkira
Editore:Skira
Argomento:Bestseller, StorieSkira
Lingua:italiano
Anno:2019
ISBN:885724140
Dimensioni:14 x 21 cm
Pagine:192
Rilegatura:Brossura
Per avere maggiori informazioni o per acquistare cliccare qui 👇

sabato 12 ottobre 2019

Mostra "Peggy Guggenheim - L'ultima dogaressa" Venezia

René Magritte "L'impero della luce" (1953-1954) Olio su tela, Peggy Guggenheim Collection Venezia  (Foto a cura di Manuela Moschin)

In relazione a questo dipinto magico in cui si uniscono il giorno e la notte Magritte usa le parole "sorpresa" e "incanto", a cui si aggiunge quel senso di sospensione che emana da una strada deserta dove si scorgono una roccia poliedrica vagamente sinistra e una casa con le persiane chiuse e senza porta, in cui, tuttavia, due finestre sono illuminate. Nonostante questa sensazione di dramma imminente pervada la scena, niente, ovviamente, accade. Tra il 1948 e il 1964 Magritte dipinge almeno diciotto versioni de "L'impero della luce", e questa è tra le più grandi (Didascalia - Peggy Guggenheim Collection, Venezia) 

Segnalazione della mostra "Peggy Guggenheim - L'Ultima dogaressa" 1949: quando l'arte moderna trovò casa a Venezia

“Si è sempre dato per scontato che Venezia è la città ideale per una luna di miele, ma è un grave errore. Venire a Venezia, o semplicemente visitarla, significa innamorarsene e nel cuore non resta più posto per altro”.
Peggy Guggenheim, autobiografia "Una vita per l’arte". 
La mostra è incentrata sulla collezione Peggy Guggenheim del periodo che va dal 1948 al 1979. Il museo ha  reso omaggio ai settant'anni dal trasferimento a Palazzo Venier dei Leoni di Peggy e dalla prima esposizione qui realizzata, oltre a celebrare i quarant'anni dalla sua scomparsa. Fino al 27 gennaio 2020 potremo ammirare sessanta opere circa tra le quali "L'impero della luce" di René Magritte e "Studio per scimpanzè" di Francis Bacon. 
Nella collezione permanente sono presenti artisti come Jackson Pollock, Joan Mirò, Pablo Picasso, Max Ernst, Giacomo Balla, Francis Picabia, Giorgio De Chirico, Marc Chagall, Juan Gris, Lucio Fontana, Alberto Giacometti, Vasily Kandinsky. 
La Collezione Peggy Guggenheim è di proprietà della Fondazione Solomon R Guggenheim che la gestisce insieme al Museo Solomon R. Guggenheim di New York e al Guggenheim Museum Bilbao.

Palazzo Venier dei Leoni - Dorsoduro Venezia 


(Foto a cura di Manuela Moschin) 

Peggy Guggenheim Collection Venezia (Foto a cura di Manuela Moschin) 

Grazie Buona Visita Manuela!







MICHELANGELO A COLORI. MARCELLO VENUSTI, LELIO ORSI, MARCO PINO, JACOPINO DEL CONTE


La Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini in Roma è in continua evoluzione. Dopo aver inaugurato la nuova ala sud nella primavera scorsa, in questo periodo è impegnata nei lavori per l'ammodernamento delle sale nell'ala nord del primo piano. Nonostante i lavori, i curatori del museo sono riusciti ad allestire una nuova mostra che si chiama Michelangelo a colori. La sala che accoglie le opere si trova al pian terreno dell'edificio. Vi si giunge dopo aver attraversato una serie di sale contenenti icone, croci, opere di artisti del trecento, artisti rinascimentali, marchigiani, laziali, toscani e umbri. Ci fu un periodo in cui il giovane Michelangelo Buonarroti realizzo molti disegni, piccoli schizzi e cartonetti che secondo Giorgio Vasari altri pittori colorarono. Alcuni dei disegni furono dati in dono ad amici e collezionisti, così il grande successo scatenò la voglia di procurarsi riproduzioni disegnate e dipinte degli originali del maestro, dove più che l'autografia, si cercava la fedeltà nell'originale stesso. Nella sala che ospita la mostra sono esposte opere di Lelio Orsi, Marcello Venusti, Marco Pino e Jacopino del Conte ed alcune di esse hanno la particolarità di essere messe a confronto con i disegni originali di Michelangelo. L'artista che più di tutti è stato il maggior interprete di questi modelli fu Marcello Venusti che giunto a Roma intorno il 1540, divenne un grande divulgatore delle invenzioni del Buonarroti.
Il primo dipinto di questo articolo è l'Annunciazione di Lelio Orsi che ha la particolarità di avere nel retro una perizia di autenticità del 1679 dove la tavola veniva attribuita a Antonio Allegri detto il Correggio, perizia che fu subito dopo ritenuta errata. Solo nel 1950 Federico Zeri rimise tutto in ordine con la riassegnazione al pittore emiliano.
Lelio Orsi, Annunciazione (1555-1560) 

Autore: Lelio Orsi (Novellara 1508 - 1587)
Titolo: Annunciazione
Datazione: 1555 - 1560
Supporto: Tavola
Misure (cm): 35 x 26
Si trova: Museo Gonzaga
Luogo: Novellara (RE)
Marcello Venusti, Annunciazione (1550-1555)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Annunciazione
Datazione: 1550 - 1555
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Galleria Corsini
Luogo: Roma
Michelangelo Buonarroti, Annunciazione
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Annunciazione
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: Pierpont Morgan Library
Luogo: New York
Marcello Venusti, L'orazione nell'orto (1565-1570)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: 1565 - 1670
Supporto: Olio su tavola
Misure (cm): -
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini
Luogo: Roma
Marcello Venusti, L'orazione nell'orto (1565-1570 ca.)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: 1565 - 1670 ca.
Supporto: Olio su Tavola Misure (cm): -
Si trova: The Marignoli di Montecorona Foundation
Luogo: Spoleto (PG)
Michelangelo Buonarroti, L'orazione nell'orto
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: L'orazione nell'orto
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: Galleria degli Uffizi, Gabinetto disegni e stampe
Luogo: Firenze
Marcello Venusti, Crocifissione con la Vergine e i Santi Giovanni e Maria Maddalena (1550-1560)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Crocifissione con la Vergine e i Santi Giovanni e Maria Maddalena
Datazione: 1550 - 1560
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Collezione privata
Luogo: Roma
Marco Pino, Cristo vivo sulla Croce (1570-1580)
Autore: Marco Pino (Siena 1521 - Napoli 1583)
Titolo: Cristo vivo sulla Croce
Datazione: 1570 - 1580
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Collezione privata
Luogo: -
Michelangelo Buonarroti, Cristo vivo sulla Croce
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Cristo vivo sulla croce
Datazione: -
Supporto: Disegno riprodotto in facsimile Misure (cm): -
Si trova: The British Museum, Department of Print and Drawings
Luogo: Londra
Marcello Venusti, Madonna del silenzio (post 1563) Attr.
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579) Attr.
Titolo: Madonna del silenzio
Datazione: post 1563
Supporto: Olio su tavola
Misure (cm): 40 x 28
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Galleria Corsini
Luogo: Roma
Michelangelo Buonarroti, Madonna del silenzio
Autore: Michelangelo Buonarroti (Caprese 1475 - Roma 1564)
Titolo: Madonna del silenzio
Datazione: -
Supporto: - Misure (cm): -
Si trova: Portland Collection, Harley Gallery, Welbeck
Luogo: Nottinghamshire
Marcello Venusti, Deposizione di Cristo (1550-1560)
Autore: Marcello Venusti (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: Deposizione di Cristo
Datazione: 1550 - 1570
Supporto: -
Misure (cm): -
Si trova: Accademia Nazionale di San Luca
Luogo: Roma
Jacopino del Conte, La deposizione di Cristo (1550-1560)
Autore: Jacopino del Conte (Mazzo di Valtellina 1512 - Roma 1579)
Titolo: La deposizione di Cristo
Datazione: 1550 - 1660
Supporto: Olio su tavola Misure (cm): 180 x 129
Si trova: Galleria Nazionale d'Arte Antica, Palazzo Barberini
Luogo: Roma

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme del desiderio, fino al 17 maggio al Palazzo Reale di Milano

  Self Portrait, 1980 © Robert Mapplethorpe Foundation. Used by permission Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplet...