ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme della bellezza all'ARA PACIS fino al 4 ottobre
© Photo by Massimo Gaudio
Testo di Maria Cristina Serra
Mapplethorpe nella ricerca di se stesso, attingendo alle sue passioni e pulsioni, condizionato anche dal periodo storico, dal contesto in cui vive e dalle frequentazioni, trova la sua idea di bellezza, arte, sessualità ed erotismo, e con un approccio allusivo e pertinente esplica il concetto di libertà e perfezione, lasciando all'osservatore il compito di ammirare l'opera e attivare i propri intimi e a volte sconosciuti pensieri.
| ROBERT MAPPLETHORPE Autoritratto (1980) |
Quello che inizia oggi all'Ara Pacis, è il terzo e ultimo atto del progetto espositivo sul maestro newyorkese iniziata a Venezia, proseguita a Milano e arrivata a Roma dove si esplora un percorso in otto sezioni di studio e ricerca che approfondisce vari aspetti personali e professionali di Robert Mapplethorpe.
| Prima sezione |
| Collage |
Si inizia subito con una selezione di immagini per lo più sconosciute al grande pubblico, quelle che riguardano le prime opere giovanili, ovvero assemblaggi, collage tridimesionali costruiti con ritagli di giornali erotici e immagini di archivio, indumenti intimi e feticci religiosi. Queste opere sono nate per provocare una reazione emotiva che senza dubbio c'è stata, ma che invece in quegli anni è stata fraintesa fino al punto da additarlo come scandaloso legato alla New York underground degli anni '70 e '80.
| Patti Smith |
| Lisa Lyon |
Oltre la provocazione e lo scandalo, Mapplethorpe è riuscito ad imporsi nella fotografia ritrattistica. Grazie anche alla sua prima Hasselblad regalatagli nel 1975 da Sam Wagstaff, suo compagno e mentore, riesce a ottenere quella precisione scultorea e quei biancchi e neri perfetti che lo hanno reso universalmente conosciuto, infatti, nelle sale successive, quelle dedicate alle sue muse, l'amica Patti Smith e la culturista Lisa Lyon, sono esposte una selezione di ritratti.
La sala successiva è dedicata agli autoritratti, dove l'artista attraverso la sua macchina fotografica mostra in vario modo la sua personalità, le fantasie e la trasformazione del suo aspetto, esternando così una autoanalisi più intima a volte senza pudore.
| Ritratti |
| ROBERT MAPPLETHORPE Ritratti di Grace Jones (1988), Isabella Rossellini (1988) e Joanne Russell (1986) |
Lasciata la sezione dedicata agli autoritratti, si entra in una lunga galleria di ritratti perlopiù realizzati in studio, per poter controllare i fondali, le luci e avere un approccio più personale e rilassante con la persona che deve essere ritratta. Tanti sono i ritratti di personaggi famosi del mondo dell’arte, della letteratura, della musica, del cinema come Isabella Rossellini, Paloma Picasso, Andy Warhol, Yoko Ono, Debby Herry, Richard Gere, Peter Gabriel solo per citarne alcuni.
| Statue e Nudi |
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| ROBERT MAPPLETHORPE Lisa Lyon (1982) e Famale torso (1978) |
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| ROBERT MAPPLETHORPE Derrick Cross (1983) e Wrestler (1989) |
Mapplethorpe è riuscito a creare una assonanza tra la bellezza dell'arte classica e la bellezza del corpo umano vivo e vibrante. Nel confronto le opere si enfatizzano a vicenda e dialogano tra loro.
Il sapiente uso della fotografia risalta la perfezione che è stata la continua ricerca dell'artista.
Nella sala che andrete a visitare sono presenti due sculture classiche che si armonizzano con le opere esposte.
| Nudi e Fiori |
Come per i ritratti, anche in questa sezione c'è una lunga galleria dove nudi maschili e femminili si fondono con i fiori (calle, orchideee, tulipani) creando questi ultimi allusioni delicatamente erotiche, che entrano in simbiosi con la rappresentazione di porzioni del corpo umano, a volte anche esplicite.
| ROBERT MAPPLETHORPE Flower (1983) Pezzo unico - Serigrafia con inchiostro colorato su pannello in PVC |
Nella mostra è presente una sezione dedicata all'Italia, poiché all'artista vennero commissionati degli scatti del nostro Paese dal gallerista napoletano Lucio Amelio. Tra Napoli e Capri l'artista venne in contatto con il nostro immenso patrimonio artistico e culturale e ne nacque una profonda ammirazione.
| ROBERT MAPPLETHORPE Autoritratto (1980) |
Grazie
Arrivederci al prossimo articolo.


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