Villa Lante al Gianicolo
© Photo by Massimo Gaudio
| Villa Lante al Gianicolo |
Villa Lante al Gianicolo è una piccola gemma rinascimentale appollaiata sul crinale del Gianicolo, con Roma distesa sotto la sua loggia. Non è la più famosa Villa Lante — quella con i giochi d'acqua è a Bagnaia (VT) — ma è forse la meglio conservata tra le ville urbane del primo Cinquecento romano, nata nell'età d'oro dei papi Medici.
La villa fu voluta tra il 1518 e il 1525 da Baldassarre Turini, datario papale di Pescia, amico intimo di Raffaello e uomo di fiducia di Leone X. Turini la pensò come residenza estiva fuori dal caos cittadino, costruendola sopra resti romani che la tradizione identificava con la casa del poeta Marziale.
Dopo la morte di Raffaello nel 1520, il progetto passò al suo allievo prediletto Giulio Romano: fu una delle sue prime commissioni autonome. La costruzione fu interrotta dal Sacco di Roma del 1527 — i lanzichenecchi lasciarono un graffito ancora visibile nella sala: “6 maggio 1527 saccheggiai Roma” — e fu completata intorno al 1531.
Nel 1551 la comprò la famiglia pisana dei Lante, da cui prende il nome attuale, anche se poi passò di mano molte volte.
| Volta del corridoio d'ingresso |
| Salone |
| Parte della volta con gli sticchi del Canova |
| Uno degli stucchi del Canova, Dar da mangiare agli affamati |
| Valentin de Boulogne Allegoria d'Italia (1627-1628) Olio su tela, 330 x 245 cm |
| La volta del salone |
L'ambiente centrale, il più grande del piano nobile, è costituito dal salone, che in origine era interamente decorato con affreschi e bassorilievi, una parte delle decorazioni originali. Sono ancora oggi presenti il soffitto del salone e decorato con le imprese di Baldassarre Turini e dei suoi protettori, i papi Leone X e Clemente VII Le pareti del salone sono decorate con raffigurazioni pittoriche di pregiate lastre di marmo colorate sul modello degli antichi edifici imperiali come il Pantheon. Una parte di esse fu riportata alla luce durante i lavori di restauro del 1974. Mentre un'altra parte delle pareti fu lasciata in stile neoclassico, così come l'architetto Giuseppe Valadier l'aveva modificata nel 1807 e sempre all'epoca di Valadier risalgono anche i rilievi in gesso di Antonio Canova, che sovrastano le porte e hanno per tema Socrate.
Nel salone spicca un grande dipinto a olio realizzato dall'artista francese Valentine de Boulogne dal titolo Allegoria d'Italia. Una figura femminile con una corona turrita sul capo e in mano, uno scudo e una lancia che incarna l'Italia. Le spighe di grano e la frutta, i suoi piedi simboleggiano la fertilità del suolo. Nella parte inferiore della tela due figure maschili, nude e barbute, incarnano due grandi fiumi, il Tevere, simbolo di Roma e dello Stato pontificio, il cui emblema è la Lupa con Romolo e Remo.
| La loggia |
| La loggia |
La loggia si apre su un salto di quota spettacolare verso Trastevere. Il panorama che si gode dalla loggia è spettacolare: spazia dal Vaticano fino ai Colli Albani.
Dal 1950 è proprietà della Repubblica di Finlandia. Oggi la villa ospita l'Institutum Romanum Finlandiae e l'Ambasciata di Finlandia presso la Santa Sede.
Non è un museo aperto tutti i giorni, ma i singoli visitatori possono visitarla senza prenotazione negli open day, come ad esempio il prossimo 29 maggio e il 12 giugno dalle ore 9,00 alle ore 12,00 (ultimo ingresso 11,45).
Le visite di gruppo (rivolte ad associazioni culturali, enti, ecc.) sono disponibili dal lunedì al venerdì, dalle ore 9:00 alle 12:00, esclusivamente su prenotazione via email all’indirizzo: info@villalante.fi.
| Il giardino |
| Il giardino |
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