Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta galleria doria panphilj

Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

I SAN GIOVANNI BATTISTA DI CARAVAGGIO

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio San Giovanni Battista (1609-16109 - Galleria Borghese - Roma Vorrei rimanere sempre sullo stesso autore e dedicare il post a tre dipinti che hanno lo stesso soggetto: San Giovanni Battista . Si conoscono altre opere del Caravaggio ripetute più volte, come ad esempio San Matteo e l' angelo situata nella Chiesa di San Luigi dei francesi a Roma di cui la prima versione è andata distrutta, Giuditta ed Oloferne esposta a Palazzo Barberini di Roma di cui una presunta seconda versione è stata ritrovata nel 2014 in Francia e la Buona ventura che oltre ai Musei Capitolini, se ne trova una seconda versione al Museo del Louvre a Parigi. Caravaggio ha più volte dipinto il santo, se ne contano almeno otto versioni di cui tre, anzi quattro, se ne trovano a Roma. Il primo in ordine di immagine si trova esposto alla Galleria Borghese realizzato tra il 1609 ed il 1610, il secondo del 1602 si trova nei Musei Capitolini ma se ne trova