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Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

GIUDITTA E OLOFERNE

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Buongiorno Amici Un tema che ha affascinato gli artisti di ogni epoca è sicuramente Giuditta e Oloferne . La storia è questa, una giovane e ricca vedova ebrea di nome Giuditta, di notte, approfittando delle tenebre, si introduce nella tenda dove dormiva un generale di Nabucodonosor re degli Assiri di nome Oloferne che assediava la sua città e gli taglia la testa. L'accompagna la serva che ha il compito di raccogliere la testa Oloferne per portarla con se nella propria città come incoraggiamento per combattere il nemico. Alcuni artisti come per esempio Caravaggio o Artemisia Gentileschi hanno raccontato con il pennello il momento critico del distacco della testa, c'è chi quel momento lo ha voluto raccontare nelle fasi successive e c'è chi invece ha preferito raccontarlo mentre Giuditta, fiera di quanto appena fatto, mostra la testa del nemico. Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giuditta e Oloferne (1599) - Palazz

IL MITO DI ERCOLE NELL'ANTICA ROMA

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Buongiorno Amici Ercole , nell'antica Roma ha avuto un posto di rilievo. Il suo culto si diffuse nelle province d’Italia e nelle regioni dell’Impero. Gli imperatori Caligola e Commodo si fregiarono dei suoi attributi facendosi ritrarre con pelle leonina e clava. Vennero edificati templi in suo onore per poterlo venerare. Proprio pochi giorni fa ho pubblicato un post dove alcuni aurighi vincitori di agoni sportivi, consacrarono i propri ritratti ad Ercole. Molti artisti nel corso dei secoli lo ha ritratto da solo in posa oppure mentre combatte. Autore: - Titolo: Ercole ed il Centauro Nesso Datazione: - Supporto: Marmo Misure (cm): Si trova: Galleria degli Uffizi Luogo: Firenze Antonio del Pollaiolo, Ercole e Anteo (1475) - Galleria degli Uffizi - Firenze Autore: Antonio del Pollaiolo (Firenze 1429 - Roma 1498)

BRONZINO ALLA CORTE DEI MEDICI

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Agnolo di Cosimo detto BRONZINO, Ritratto di Eleonora di Toledo col figlio Giovanni (1550) - Galleria degli Uffizi - Firenze Agnolo di Cosimo detto il Bronzino (Firenze 1503 - 1572), è stato uno dei maggiori rappresentanti del Manierismo. Ebbe la fortuna di esse allievo nella bottega di Pontormo con il quale cominciò a lavorare affrescando varie chiese. La sua grande occasione arrivò quando fu chiamato da Cosimo I de' Medici come ritrattista ufficiale di corte ed in quel frangente effettuò dei ritratti sia a Cosimo I che di altre persone della famiglia. La Galleria degli Uffizi a firenze, ospita nelle proprie sale cinque dipinti, sono tutti molto belli, ma trovo quelli in cui è stata ritratta la moglie Eleonora di Toledo e le figlie Bia e Maria, estremamente eleganti e ricchi di particolari nell'abbigliamento. Un'altro momento importante per il Bronzino, fu quando Cosimo I volle rimodernare le stanze di

GIUDITTA E OLOFERNE DI DONATELLO

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Donato di Niccolò di Betto Bardi detto Donatello, Giuditta e Oloferne (1453 - 1457) - Palazzo Vecchio - Firenze A Firenze e più precisamente nella Sala dei Gigli a Palazzo Vecchio , è collocata una scultura di Donato di Niccolò di Betto Bardi detto Donatello (Firenze 1386-1466) posta su una colonna marmorea che si intitola Giuditta e Oloferne , realizzata tra il 1453 ed il 1457, è di bronzo ed è alta circa 235 cm.

LA MADONNA DELL'UFO A PALAZZO VECCHIO

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Maestro del tondo Miller ,   Madonna che adora il Bambino e San Giovannino (1515) - Palazzo Vecchio a Firenze Nella Sala di Ercole a Palazzo Vecchio a Firenze, è esposta una tela del Maestro del tondo Miller dal titolo Madonna che adora il Bambino e San Giovannino del 1515. Il dipinto viene simpaticamente chiamato Madonna dell'UFO per via di quell'oggetto sospeso nell'aria dietro la spalla sinistra della Madonna. In molti si sono cimentati a dare una spiegazione plausibile a questo mistero. La spiegazione che più potrebbe avvicinarsi alla realtà è data dal fatto che quello che sembrerebbe un UFO, sia in effetti una rappresentazione di un'angelo del Signore mandato ai pastori (se ne vede uno con il suo cane che guardano in cielo) per annunciare la nascita di Gesù.