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Visualizzazione dei post con l'etichetta galleria spada

Antonio Canova, Ritratti di Napoleone Bonaparte

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Canova, Ritratto di Napoleone Bonaparte (1803) - Museo statale Ermitage, San Pietroburgo, Russia Nulla avviene per caso, e se il primo incontro con l'arte è stato folgorante lo devo ad Antonio Canova. Un giorno del 1992 lessi sulle pagine di un quotidiano, di una mostra dedicata ad Antonio Canova riguardante opere provenienti dall'Ermitage di San Pietroburgo, così, incuriosito ed accompagnato dalla mia inseparabile fotocamera, andai a vedere quella mostra. Ovviamente rimasi estasiato dalla bellezza delle opere esposte, la stessa sensazione che ho avuto nel 2019 alla mostra a lui dedicata dal titolo  Canova: Eterna Bellezza sempre a Roma. Ormai è passato molto tempo da allora e il ricordo è lontano, di sicuro però la grazia delle forme femminili come Le Grazie , oppure quella di Ebe e l a Danzatrice con le mani sui fianchi , oppure ancora Amore e Psiche, Orfeo, Amorino alato, Maddalena penitente ed altre ancora, sono

Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Jan Brueghel il Vecchio, Paesaggio con mulini a vento (1607) Galleria Spada - Roma Firmato dal pittore e datato 1607 in basso a sinistra, il dipinto è ricordato dagli inventari secenteschi tra quelli appartenenti al cardinal Bernardino Spada.  Piccolo capolavoro che riassume il mondo visivo e spirituale di Brueghel il Vecchio, il dipinto si mette in relazione con un disegno conservato al Metropolitan Museum di New York, nonchè con svariate repliche, copie e versioni successive da esso dipendenti. La qualità della pittura è ancora quella della tradizione fiamminga, minuziosa, perfetta e lenticolare, mentre pienamente moderno è lo sguardo di Brueghel, che presenta, in una prospettiva a volo d'uccello che spazia verso un orizzonte infinito, la sintesi del mondo rurale e del suo "fare" quotidiano con l'eternità del paesaggio e della luce nordica. Un colore brillante e vario è usato per la descrizione dei lavori de

Statua di Aristotele

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di Aristotele (I sec. a.C.) La statua, in marmo bianco e di arte romana (I sec. a.C. - I sec. d.C.), è tratta da un originale bronzeo. Per una iscrizione mutila sul lato sinistro della base, si è creduto di riconoscervi Aristotele. Attualmente prevale l'identificazione con Aristippo, il celebre filosofo edonista di Cirene. La statua poggia su un piedistallo ligneo dipinto a finto marmo, con base modanata del sec. XVII.  (testo tratto dal sito  Gebart) Autore: - Titolo: Statua di Aristotele Supporto: Marmo Anno: I sec. a.C. Misure (cm.): - Posizione: Galleria Spada Località: Roma

Giovan Battista Barbieri detto GUERCINO, La morte di Didone

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Giovan Battista Barbieri detto GUERCINO, La morte di Didone (1631) Galleria Spada - Roma Organizzata come un'imponente e nobile messa in scena teatrale, questo capolavoro del Guercino illustra il momento cruciale del suicidio della regina Didone, ormai abbandonata da Enea (Virgilio, Eneide, libro IV). Mentre le navi dell'eroe si allontanano sullo sfondo, nel primo piano si consuma un dramma di cui sono attoniti testimoni la sorella Anna, le ancelle e svariati personaggi che commentano la scena e le conseguenze della partenza di Enea, così come quelle dell'abbandono alla passione a scapito della ragione. Opera "parlante", secondo lo stile del pittore, che narra delle vicende di una sovrana, la Morte di Didone era davvero un quadro degno di una destinazione reale, essendo inizialmente stato commissionato dal Cardinal Bernardino Spada per Maria de' Medici, regina di Francia. A seguito del rovescio di fortu

Francesco Castelli detto FRANCESCO BORROMINI, Galleria Prospettica

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Francesco Castelli detto FRANCESCO BORROMINI, Galleria Prospettica (1652-1653) Galleria Spada - Roma Percorrendo il cortile del Palazzo dall'ingresso principale, si scorge sul lato sinistro, attraverso l'apertura centrale con cancello di noce, la celebre galleria prospettica, che si spinge al di là del giardino piccolo dei melangoli, restituita alla sua immagine originaria da un recente e laborioso intervento di restauro. La sensazione di stupore che si prova al primo sguardo. è suscitata dalla profondità illusoria che essa suggerisce, di circa 35 metri, ben diversa da quella reale che è di 8,82 metri. L'effetto ingannevole si basa sulla convergenza dei piani del colonnato che anziché procedere parallelamente confluiscono verso un unico punto di fuga, degradando dall'alto in basso e rimpicciolendosi al fondo, mentre il pavimento in mosaico sale. Prima ancora che il Principe Clemente Spada (1778-1866) nel 186

TIZIANO Vecellio, Ritratto di violinista

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio TIZIANO Vecellio, Ritratto di violinista (1512-1513) Galleria Spada - Roma Probabilmente eseguito intorno al 1512-13, il Ritratto di musico è un capolavoro giovanile di Tiziano Vecellio, che sfruttò qui in modo magistrale tutte le possibilità espressive delle tonalità dei neri, dei grigi e dei bruni. Originalissima è la ripresa del personaggio – un suonatore di violone di cui non conosciamo l'identità – fissato dal pittore mentre si volta verso lo spettatore, trattenendo con la mano guantata un lungo cartiglio che sporge oltre una balaustra. L'atteggiamento profondamente naturale e dinamico della figura, non priva di una qualità leggermente enigmatica, è accentuato dall'acutezza dello sguardo, acceso dal tono luminoso dell'incarnato. La maestria di Tiziano nell'uso di un colore vivo, che dà sostanza alle cose senza definirle con il disegno, è evidente nei minimi dettagli: nel lembo di camicia che spunta dal g

Guido Reni, Ritratto del Cardinale Bernardino Spada

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Guido Reni, Ritratto del Cardinale Bernardino Spada (1631) Galleria Spada - Roma Rarissimo esempio della produzione ritrattistica di Guido Reni, il dipinto fu eseguito a Bologna tra il 1630 e il 1631, quando il Cardinal Bernardino ricopriva la funzione di legato pontificio nella città emiliana. Vertice assoluto di introspezione psicologica, questo capolavoro della ritrattistica italiana del Seicento restituisce la nobiltà, la finezza intellettuale e la spiritualità del Cardinale, mostrato all'interno del proprio studio in atto di scrivere una missiva al pontefice, come indica la scritta Beatus Padre che compare sul foglio; alle sue spalle, l'archivio contenente la corrispondenza del porporato, una soluzione che ci trasporta sia nel mondo ufficiale che in quello più intimo del personaggio ritratto.  La magistrale abilità di Guido Reni nel rendere la naturalezza delle cose, al contempo divinizzandole, è evidente qui sia

Artemisia Gentileschi, Madonna che allatta

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Artemisia Gentileschi, Madonna che allatta (1610-1611) Galleria Spada - Roma L'originalissimo e celebre dipinto mostra, in modo del tutto inedito, una Vergine Maria che si è leggermente assopita mentre allatta il Bambino: il capo leggermente reclinato, gli occhi socchiusi, la mano sinistra abbandonata ci parlano della dolcezza, ma anche della fatica, della maternità, in una nuova visione dell'arte che si ispira direttamente al vero, senza per questo perdere i suoi densi riferimenti spirituali. E' stata la giovanissima Artemisia Gentileschi, figlia del pittore Orazio, a ideare questa scena intima in cui un biondo Gesù infante pare risvegliare la madre con una leggera carezza; dall'arte del padre pittore deriva, invece, l'estremo preziosismo del colore, brillante, sfumato in una serie di trapassi di rosa perla luminosi e cangianti, che molto devono alla tradizione toscana. Databile intorno al 1610, il dipinto

Giovanni Battista Gaulli detto IL BACICCIA, Il Trionfo del nome di Gesù

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Giovanni Battista Gaulli detto IL BACICCIA, Il Trionfo del nome di Gesù (1677 ca.) Galleria Spada - Roma Questo luminoso "bozzettone" è un grande modello preparatorio per la più importante decorazione a fresco del barocco romano, la volta della chiesa del Gesù, a pochi passi da piazza Venezia.  Si tratta di una testimonianza preziosa sia per le dimensioni che per il grado di finitura, nonchè per la qualità eccelsa della pittura e per l'importanza dell'affresco finale che ad essa fa riferimento.  Giovan Battista Gaulli, fondamentale protagonista della pittura romana della seconda metà del Seicento, eseguì la decorazione del Gesù tra 1668 e 1679; i Gesuiti richiesero dei modelli per l'approvazione dell'opera da compiersi e il pittore presentò, quindi, la sua visione dello sfolgorante trionfo, al centro del sole e in mezzo alle schiere angeliche, del monogramma di Cristo, IHS, emblema della compagnia di sa

SANTA CECILIA DI ARTEMISIA GENTILESCHI

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Artemisia Gentileschi, Santa Cecilia (1620) Galleria Spada - Roma In una sala della Galleria Spada a Roma, ci sono due dipinti della pittrice romana Artemisia Gentileschi (Roma 1593 - Napoli 1654), uno dei quali ha come titolo Santa Cecilia , un olio su tela realizzato nel 1620. La santa raffigurata è la patrona di musicisti che in questo caso è stata raffigurata con in mano un liuto nell'atto di suonarlo. Autore: Artemisia Gentileschi Titolo: Santa Cecilia Supporto: Olio su tela Anno: 1620 Misure (cm.): 108 x 78,5 Posizione: Galleria Spada Località: Roma

GIUDITTA E OLOFERNE

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Buongiorno Amici Un tema che ha affascinato gli artisti di ogni epoca è sicuramente Giuditta e Oloferne . La storia è questa, una giovane e ricca vedova ebrea di nome Giuditta, di notte, approfittando delle tenebre, si introduce nella tenda dove dormiva un generale di Nabucodonosor re degli Assiri di nome Oloferne che assediava la sua città e gli taglia la testa. L'accompagna la serva che ha il compito di raccogliere la testa Oloferne per portarla con se nella propria città come incoraggiamento per combattere il nemico. Alcuni artisti come per esempio Caravaggio o Artemisia Gentileschi hanno raccontato con il pennello il momento critico del distacco della testa, c'è chi quel momento lo ha voluto raccontare nelle fasi successive e c'è chi invece ha preferito raccontarlo mentre Giuditta, fiera di quanto appena fatto, mostra la testa del nemico. Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, Giuditta e Oloferne (1599) - Palazz

DAVIDE E GOLIA

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Buongiorno Amici Ieri ho affrontato un argomento dove in passato il taglio della testa era uno dei metodi usati per giustiziare un condannato a morte. Ma la decollazione veniva usata anche come metodo per avere un trofeo del nemico da mostrare alla gente. Uno degli episodi più famosi della Bibbia dove il pastorello David, armato di una semplice fionda uccide Golia, il temibile gigante dei Filistei in guerra con il popolo di Israele. Questa storia ha affa scinato molti pittori, i quali hanno impresso sulle tele il loro modo di vedere quell'episodio. Nei post di oggi vedremo varie rappresentazioni della fase successiva l'uccisione e quindi la decapitazione di Golia, ovvero la messa in mostra della testa come trofeo. Lo stesso Caravaggio utilizzò questo episodio per rappresentare se stesso come Golia nell'ultimo suo dipinto. Michelangelo Merisi detto CARAVAGGIO, David con la testa di Golia (1609-10) - Galler