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Visualizzazione dei post con l'etichetta bronzo

MUSEO NAZIONALE ROMANO - TERME DI DIOCLEZIANO, IL GUERRIERO DI LANUVIO

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© Photo by Massimo Gaudio Armamenti de "Il guerriero di Lanuvio" (inizio IV sec. a.C.) Nel Museo Nazionale Romano Terme di Diocleziano a Roma, c’è una grande sala al piano terra dove si trovano molte teche in cui ci sono reperti archeologici di varie epoche. In una di queste, sono conservati gli armamenti di un guerriero che sono stati trovati dentro una tomba scoperta a Lanuvio nella zona dei Castelli Romani. Dentro il sarcofago in peperino c’erano soltanto gli armamenti e alcuni attrezzi ginnici del comandante militare sepolto. Lo stato di conservazione dell’armatura e dell’elmo è impressionante, soprattutto se si pensa che questi oggetti risalgono alla prima metà del IV secolo a.C. V i ringrazio. Arrivederci al prossimo articolo. Massimo

MUSEO NAZIONALE ETRUSCO DI VILLA GIULIA, ORO E BRONZO DEGLI ETRUSCHI

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© Photo by Massimo Gaudio Le lamine d'oro Gli Etruschi oltre a saper lavorare benissimo la terracotta, erano bravissimi a creare oggetti in bronzo. Ovviamente nel Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia , sono conservati moltissimi oggetti in bronzo e in questo post ne ho inserito una selezione che a mio giudizio meritano di essere messi in risalto. Prima però vorrei dedicarmi a un altro tipo di metallo, ancor più prezioso: l'oro. In una teca al pian terreno, sono esposte tre lamine d'oro incise risalenti alla fine del VI secolo a.C., quindi nel periodo successivo la fondazione di Roma. Due lamine sono in etrusco, mentre la terza è in fenicio. Tutti e due i testi hanno lo stesso contenuto, anche se quello etrusco è più lungo. In pratica si tratta di dediche e ringraziamenti verso gli dèi. È un documento importantissimo per comprendere meglio l'etrusco. Adesso però torniamo ai bronzi. Nelle foto avrete modo di vedere solo alcuni dei tantissimi oggetti esposti nelle sale

Statua equestre di Marco Aurelio

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L'Arte di fotografare l'Arte © Photo by Massimo Gaudio Statua equestre di Marco Aurelio (161-180 d.C.) - Musei Capitolini - Roma Del monumento equestre dedicato all'imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.) non troviamo alcuna menzione nelle fonti letterarie antiche, ma è verosimile che esso sia stato innalzato nel 176 d.C., insieme ai numerosi altri onori tributatigli in occasione del trionfo sulle popolazioni germaniche, o nel 180 d.C., subito dopo la morte. In quei tempi a Roma le statue equestri erano molto numerose: le descrizioni tardo imperiali delle regioni della città ne enumerano ventidue, definite equi magni, ossia maggiori del vero, analogamente al monumento di Marco Aurelio. Quest'ultimo, tuttavia, è l'unico giunto sino a noi e in virtù della sua integrità ha assunto ben presto un valore simbolico per tutti coloro che intendevano proporsi come eredi dell'antica Roma imperiale. Il luogo di collocazione originario non è noto. Tuttavia già Carlo Fea

Bruto Capitolino

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Bruto Capitolino (IV-III sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma Il magnifico ritratto bronzeo, della straordinaria forza espressiva, fu donato al museo dal Cardinale Pio da Carpi nel 1564: l'identificazione con Giunio Bruto, primo console romano, rappresenta una dotta interpretazione della cultura antiquaria, priva però di reali fondamenti.  La problematica lettura dell'opera che, pur mostrando alcuni tratti riportabili a modelli ritrattistici greci riferiti a poeti e filosofi, risulta reinterpretata con grande forza dalla cultura artistica romana di età repubblicana, porta a un'oscillazione della datazione tra il IV e III secolo a.C.  L'estrema rarità di ritratti in bronzo di questo periodo, insieme alla possibilità di una collocazione cronologica così antica, rendono quest'opera una delle più preziose delle collezioni capitoline. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo:

Lo Spinaro ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Spinaro (I sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma La piccola scultura bronzea, che rappresenta un giovinetto nell'atto di levarsi una spina dal piede, è giunta in Campidoglio nel 1471, con la donazione dei bronzi lateranensi al Popolo Romano fatta da Sisto IV.  La posa singolare e particolarmente aggraziata della figura, sorpresa in un gesto inconsueto, ne hanno fatto una delle opere più apprezzate e copiate del Rinascimento, e insieme hanno suscitato numerosi spunti interpretativi sull'identificazione del personaggio. Si tratta di un'opera eclettica, concepita probabilmente nell'ambito del I secolo a.C. fondendo modelli ellenistici del III-II secolo a.C., per il corpo con una testa derivata da opere greche del V secolo a.C. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo: Spinaro Supporto: Bronzo Anno: I secolo a.C. Misure (cm.): 73 Posizione:

Alessandro Algardi, Battesimo di Cristo

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Alessandro Algardi, Battesimo di Cristo (1644-1654) - Galleria Corsini - Roma La piccola scultura attribuita ad Algardi è composta da due blocchi in bronzo dorato uniti al di sopra della base in marmo. Secondo le fonti dell’epoca, una fusione dello stesso modello era stata donata dall’artista al pontefice Innocenzo X Pamphili per ottenerne i favori. L’opera della collezione Corsini è caratterizzata dalla grande qualità del modellato, dalla precisione con cui sono restituiti i dettagli e dall’equilibrio compositivo: lo spazio che separa le due figure principali è chiuso in alto dal gesto del braccio con cui il Battista versa l’acqua su Gesù, e in basso dalle acque del Giordano.  Il bronzetto è rappresentativo della produzione di Algardi, esponente di spicco della scultura classicista seicentesca. L’artista bolognese rappresentò infatti una sorta di alter ego di Bernini, contrapponendo alla predominante corrente barocca una dive