Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta bronzo

Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

Statua equestre di Marco Aurelio

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua equestre di Marco Aurelio (161-180 d.C.) - Musei Capitolini - Roma Del monumento equestre dedicato all'imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.) non troviamo alcuna menzione nelle fonti letterarie antiche, ma è verosimile che esso sia stato innalzato nel 176 d.C., insieme ai numerosi altri onori tributatigli in occasione del trionfo sulle popolazioni germaniche, o nel 180 d.C., subito dopo la morte. In quei tempi a Roma le statue equestri erano molto numerose: le descrizioni tardo imperiali delle regioni della città ne enumerano ventidue, definite equi magni, ossia maggiori del vero, analogamente al monumento di Marco Aurelio. Quest'ultimo, tuttavia, è l'unico giunto sino a noi e in virtù della sua integrità ha assunto ben presto un valore simbolico per tutti coloro che intendevano proporsi come eredi dell'antica Roma imperiale. Il luogo di collocazione originario non è noto. Tuttavia già Carlo Fea, che

Statua di Ercole in bronzo dorato ai Musei Capitolini

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di Ercole in bronzo dorato (II sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma Proviene dall'area del Foro Boario, dove fu rinvenuta sotto il pontificato di Sisto IV. La statua, che doveva rappresentare il simulacro di culto all'interno di un tempio rotondo dedicato all'eroe greco nel II secolo a.C. , mostra, nelle proporzioni e nel forte modellato del corpo, la derivazione da modelli greci del IV secolo a.C. , vicino allo stile di Lisippo.  Una recente ipotesi suggerisce che possa essere derivata direttamente dal calco di una scultura bronzea di quel periodo.  (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: Titolo: Statua di Ercole in bronzo dorato Supporto: Bronzo Anno: II  secolo a.C. Misure (cm.): 241 Posizione: Musei Capitolini Località: Roma

Bruto Capitolino

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Bruto Capitolino (IV-III sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma Il magnifico ritratto bronzeo, della straordinaria forza espressiva, fu donato al museo dal Cardinale Pio da Carpi nel 1564: l'identificazione con Giunio Bruto, primo console romano, rappresenta una dotta interpretazione della cultura antiquaria, priva però di reali fondamenti.  La problematica lettura dell'opera che, pur mostrando alcuni tratti riportabili a modelli ritrattistici greci riferiti a poeti e filosofi, risulta reinterpretata con grande forza dalla cultura artistica romana di età repubblicana, porta a un'oscillazione della datazione tra il IV e III secolo a.C.  L'estrema rarità di ritratti in bronzo di questo periodo, insieme alla possibilità di una collocazione cronologica così antica, rendono quest'opera una delle più preziose delle collezioni capitoline. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo:

Lo Spinaro ai Musei Capitolini

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Spinaro (I sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma La piccola scultura bronzea, che rappresenta un giovinetto nell'atto di levarsi una spina dal piede, è giunta in Campidoglio nel 1471, con la donazione dei bronzi lateranensi al Popolo Romano fatta da Sisto IV.  La posa singolare e particolarmente aggraziata della figura, sorpresa in un gesto inconsueto, ne hanno fatto una delle opere più apprezzate e copiate del Rinascimento, e insieme hanno suscitato numerosi spunti interpretativi sull'identificazione del personaggio. Si tratta di un'opera eclettica, concepita probabilmente nell'ambito del I secolo a.C. fondendo modelli ellenistici del III-II secolo a.C., per il corpo con una testa derivata da opere greche del V secolo a.C. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo: Spinaro Supporto: Bronzo Anno: I secolo a.C. Misure (cm.): 73 Posizione:

Alessandro Algardi, Battesimo di Cristo

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Alessandro Algardi, Battesimo di Cristo (1644-1654) - Galleria Corsini - Roma La piccola scultura attribuita ad Algardi è composta da due blocchi in bronzo dorato uniti al di sopra della base in marmo. Secondo le fonti dell’epoca, una fusione dello stesso modello era stata donata dall’artista al pontefice Innocenzo X Pamphili per ottenerne i favori. L’opera della collezione Corsini è caratterizzata dalla grande qualità del modellato, dalla precisione con cui sono restituiti i dettagli e dall’equilibrio compositivo: lo spazio che separa le due figure principali è chiuso in alto dal gesto del braccio con cui il Battista versa l’acqua su Gesù, e in basso dalle acque del Giordano.  Il bronzetto è rappresentativo della produzione di Algardi, esponente di spicco della scultura classicista seicentesca. L’artista bolognese rappresentò infatti una sorta di alter ego di Bernini, contrapponendo alla predominante corrente barocca una dive

EULALIA CRISTIANA DI EMILIO FRANCESCHINI

Immagine
#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Emilio Franceschini, Eulalia cristiana (1880) - Galleria Nazionale d'Arte Moderna - Roma La Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma, ospita in una delle sue sale un'opera in bronzo dell'artista fiorentino Emilio Franceschini (Firenze 1839 - Napoli 1890) che si intitola Eulalia cristiana . Nella scultura è raffigurata Eulalia di Merida, una giovane cristiana di origine spagnola che all'età di soli tredici anni subì il martirio sotto Diocleziano dopo essersi autodenunciata come appartenente alla religione cristiana. Disprezzò i giudici e si rifiutò di compiere gesti rituali verso gli dei. Emilio Franceschi reinterpretò il racconto originario modificando la tipologia del martirio, infatti sostituì la condanna al rogo con una morte per crocefissione . L'opera ricevette il secondo premio all'Esposizione Nazionale di Torino nel 1880 che per l'occasione fu presentata in marmo.