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TINTORETTO (JACOPO ROBUSTI), GIUDITTA E OLOFERNE (1577-1578)

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© Photo by Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Il dipinto realizzato da Tintoretto e dalla sua bottega è conservato presso il Museo Nazionale del Prado a Madrid. Le sue notevoli dimensioni (188 x 251 cm) hanno dato la possibilità all'artista di inserire all'interno della scena molti elementi che permettono di coinvolgere l'osservatore, iniziando dai corpi di Giuditta e la sua ancella che rendono movimentata la scena. La prima vestita in modo elegante intenta a coprire con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la seconda è stata ritratta mentre termina di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della sua bisaccia. I tre personaggi sarebbero già sufficienti, ma a completamento della tragica scena, Tintoretto ha voluto inserire particolari che la rendono ancor più ricca, in particolare ha voluto evidenziare l'azione della storia biblica

RAFFAELLO, LA FORNARINA (1520 ca.)

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© Photo by Massimo Gaudio Raffaello Sanzio, La Fornarina (1520 ca.), Olio su tavola, cm. 87 x 63 Nella Galleria Nazionale d'Arte Antica Palazzo Barberini in Roma, è esposto uno degli ultimi dipinti del pittore urbinate Raffaello Sanzio. Il titolo dell'opera è La Fornarina databile intorno il 1520. La modella ritratta dovrebbe essere Margherita Luti, figlia di un fornaio del rione Trastevere a Roma che sembra fosse anche la sua amante. L'artista ha ambientato il ritratto della giovane donna all'aperto, in un giardino nel tardo pomeriggio, seduta, seminuda, con i seni scoperti ma con il resto del corpo coperto sia da un velo che le copre il grembo che una stoffa più pesante di color rosso che le copre le gambe. Le mani sembrano voler coprire il più possibile le nudità, ma lo sguardo sereno e un sorriso appena accennato, tradiscono l'imbarazzo. Il pittore ha lasciato la sua firma sul bracciale che la modella porta al braccio sinistro su cui si legge RAPHAEL URBINAS. Vi

JACOPO LIGOZZI, BOTANICA

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© Photo by Massimo Gaudio Jacopo Ligozzi, Anemone Il pittore veneto Jacopo Ligozzi (Verona 1547 - Firenze 1627) ha creato le presenti illustrazioni botaniche durante il suo periodo di permanenza a Firenze a seguito della chiamata da parte del granduca Francesco I de' Medici. In quel periodo venne apprezzato dal naturalista e botanico Ulisse Aldrovandi che diventò un suo grande estimatore. L'artista, non si è interessato soltanto alla botanica. Durante la sua vita lavorativa, Ligozzi ha avuto modo di lavorare principalmente per la famiglia dei Medici a partire dal 1577, ma prima ha avuto modo di lavorare presso varie chiese del veronese sia da solo che insieme a suo padre, anch'egli pittore, inoltre c'è stato un periodo lavorativo a Trento al servizio del cardinale Cristoforo Madruzzo. Jacopo Ligozzi, Avicennia Germinans Jacopo Ligozzi, Datura Stramonium Jacopo Ligozzi, Dictamnus Albus Jacopo Ligozzi, Hyacinthus Orientalis Jacopo Ligozzi, Mirabilis Jalapa Jacopo Ligozzi,

PALAZZO GIUSTINIANI, VOLTA DELLA SALA ZUCCARI

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© Photo by Massimo Gaudio Sala Zuccari, La volta - Palazzo Giustiniani - Roma Uno dei Palazzi del Senato della Repubblica italiana è Palazzo Giustiniani dove il 27 dicembre del 1947 fu firmata la Costituzione Italiana. Sullo stesso piano poco distante c'è la Sala Zuccari, chiamata così in origine per via degli affreschi del pittore marchigiano Federico Zuccari (Sant'Angelo in Vado 1539 - Ancona 1609). Recenti studi però, indicano in Antonio Tempesta e Pietro Paolo Bonzi i più probabili realizzatori dei dipinti. Sulle pareti della Sala, sono affrescate colonne tortili in bronzo, che alludono al Tempio di Salomone ed evocano l'atmosfera di un portico antico. Nella volta sono raffigurati cinque episodi delle storie della vita di Salomone: Salomone unto re, La costruzione del Tempio, Il giudizio di Salomone, I figli costretti a trafiggere il cadavere del padre. Al centro è raffigurato L'incontro di Salomone con la regina di Saba. Intorno alla raffigurazione centrale e tra g

TIZIANO VECELLIO, AMOR SACRO E AMOR PROFANO (1515 ca.)

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© Photo by Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Amor Sacro e Amor Profano (1515 ca.) Galleria Borghese - Roma Questa opera di Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore 1488/1490 - Venezia 1576), è esposta nella Sala di Psiche della Galleria Borghese in Roma. La tela dal titolo Amor Sacro e Amor Profano che ha delle misure considerevoli (118 x 279 cm), è stata realizzata intorno al 1515, molto probabilmente commissionata dal Segretario del Consiglio dei Dieci, Niccolò Aurelio in occasione del suo matrimonio con Laura Bagarotto, la cui impresa araldica compare sul fondo del bacile d’argento appoggiato sopra il sarcofago, mentre lo stemma dello sposo è scolpito sul fronte del sarcofago. Che si tratti di un dipinto incentrato sul loro matrimonio è sottolineato da vari simboli che Tiziano vi ha inserito, come ad esempio la coroncina di mirto e la fibbia indossata dalla fanciulla a sinistra. Quella di destra che sembra avere le stesse sembianze è, in contrapposizione a quella di sinistra, nuda e la guar

RAFFAELLO, IL DISEGNO DELLA MADONNA D'ALBA (1511)

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© Photo by Massimo Gaudio Raffaello Sanzio, La Madonna d'Alba (1511) Matita e carboncino Una domenica decido di tornare alla Arcibasilica papale di San Giovanni in Laterano dove non andavo da molto tempo. Decido di visitare il bellissimo Chiostro perché fino a quel momento non avevo avuto modo di andarci. Pago il biglietto e dopo aver fatto pochi passi arrivo nel chiostro, comincio a visionarlo con interesse e dopo qualche minuto arrivo davanti alla porta del piccolo Museo della Basilica. Entro nell'unica sala mi guardo intorno ammirando paramenti sacri, arazzi, documenti vari, medaglioni e molto altro, quando a un certo punto il mio sguardo viene attratto da un disegno all'interno di una teca. Incredulo davanti a me vedo un disegno fatto a matita e carboncino niente di meno da Raffaello Sanzio e non un disegno qualunque, ma addirittura la Madonna d'Alba in aggiunta quadrato; invece, la tela che si trova al National Gallery of Art di Washington è tonda. La sala esposit

HANS HOLBEIN IL GIOVANE, DAMA CON LO SCOIATTOLO (1526-1528)

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© Photo by Massimo Gaudio Hans Holbein il giovane, La dama con lo scoiattolo (1526-1528), Olio su tavola, cm. 56 x 38,8 Holbein si era fatto già conoscere come ritrattista nel suo Paese e con l'arrivo a Londra tentò di entrare nelle grazie dell'alta borghesia e così facendo riuscì ad arrivare fino a Enrico VIII. La donna ritratta nel dipinto è molto probabilmente Anne Lovell, moglie di Sir Francis Lovell scudiero di Enrico VII da lui nominato nel 1526 a Sceriffo di Norfolk. Nel ritratto oltre all'accuratezza della composizione, alla pennellata leggera e alla scelta cromatica, l'artista ha inserito due elementi identificativi della famiglia Lovell come lo scoiattolo che è presente nell'emblema araldico e lo storno che è stato inserito giocando con le parole che rimandano ai Lovell perché in inglese lo storno si traduce in starling e la famiglia aveva una tenuta in una zona che si chiama East Harling nel Norfolk nell'Inghilterra orientale. Autore: Han

GIULIO ROMANO, IL DEGNO ALLIEVO DI RAFFAELLO

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© Photo by Massimo Gaudio Giulio Romano, Madonna col Bambino (madonna Hertz (1522-1533), Olio su tavola, cm. 37 x 30,5 Il vero nome di Giulio Romano era Giulio Pippi de' Jannuzzi, nato a Roma nell'ultima decade del Quattrocento. La sua data di nascita è incerta perché sul certificato di morte risultava avesse 46 anni, mentre per il Vasari ne aveva 54 quindi la sua nascita, secondo quest'ultimo, potrebbe essere avvenuta nel 1492. Di sicuro sin da giovane si fece notare all'interno della bottega di Raffaello diventando il suo allievo più dotato tanto da affiancarlo in molti lavori, come la realizzazione di una parte dell'affresco dell'Incendio di Borgo nella omonima sala. Da Raffaello ereditò insieme a un altro allievo il cui nome era Giovan Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), la sua bottega e tutti i lavori a lui commissionati compreso il completamento della Sala di Costantino all'interno delle Stanze di Raffaello nei Musei Vatican

BRONZINO, SAN GIOVANNI BATTISTA (1562 ca.)

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© Photo by Massimo Gaudio Agnolo di Cosimo detto BRONZINO, San Giovanni Battista (1562 ca.) Una bellissima opera di Agnolo di Cosimo di Mariano detto IL BRONZINO si trova nella Sala di Didone al primo piano della Galleria Borghese a Roma. Si tratta di un olio su tavola che misura 120 x 92 cm. dove il soggetto dipinto è San Giovanni battista ed è datato intorno il 1562 ca. Come sempre le fotografie parlano da sole e mostrano la cura nei dettagli e la perfezione del volto che conferma la straordinaria capacità indiscussa del pittore come ritrattista. Vi ringrazio. Arrivederci al prossimo articolo. Massimo

RAFFAELLO, LE CAPPELLE CHIGI

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© Photo by Massimo Gaudio Cappella Chigi, Cupola di Raffaello Sanzio Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1220), durante gli ultimi anni della sua vita riceveva commissioni in continuazione. Nonostante fosse impegnato come responsabile dei lavori nella nuova basilica di San Pietro in Vaticano, ebbe una richiesta da parte del banchiere senese Agostino Chigi per la realizzazione di una cappella all'interno della Basilica di Santa Maria del Popolo a Roma concessa da papa Giulio II nel 1507 allo stesso banchiere che oltretutto era il tesoriere papale. Raffaello nel 1514, dopo aver accettato l'incarico, creò un modellino che riproduce il progetto del Bramante per la Basilica di San Pietro con il grande arco d'ingresso basato sul disegno antico del Pantheon. Del progetto originale furono eseguiti soltanto alcuni mosaici realizzati dai disegni del maestro e le statue di Giona ed Elia. Negli anni seguenti artisti come Francesco Salviati (Firenze 1510 - Roma 1562), Sebastiano de