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Visualizzazione dei post con l'etichetta scultura

Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

Statua di Apollo Sauroctono alla Galleria degli Uffizi

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    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Apollo Sauroctono La scultura, di cui si ignora la provenienza, è presente nella Galleria fin dal 1565 e raffigura il giovane dio Apollo, signore del canto e della musica, che si appoggia delicatamente a una lira, posizionata su di un supporto e in parte coperta da un mantello. Per tipologia e posizione, si può ritenere che l’opera qui presente sia in buona parte frutto di un pesante restauro cinquecentesco, effettuato a partire da frammenti originali (torso, bacino, cosce) di una replica romana del più famoso Apollo Sauroktonos di Prassitele, realizzato verso il 350 a.C. Il singolare soggetto, che raffigurava il dio nell’atto di uccidere una lucertola che sale su un tronco, aveva probabilmente un significato allusivo al ruolo di Apollo come protettore dal male. La strumento musicale del dio e il suo supporto, decorato da un grifone, sono stati dunque integrati in età moderna (1586), verosimilmente a opera del restauratore Giovanni Ca

Danzatrice con il dito al mento

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Danzatrice con il dito al mento (prima metà XIX sec) Musei di Villa Torlonia - Roma Il prototipo di questa statua, priva di testa, braccia e piedi, può essere sicuramente considerato la “Danzatrice con il dito al mento” o “Danzatrice Manzoni” dal nome di Domenico Manzoni che la commissionò ad Antonio Canova nel 1811 per 4.400 scudi.  Ne esistono molte riproduzioni e nella Gipsoteca di Possagno si può ancora vedere il modello in gesso, realizzato da Canova nel 1809, da cui derivarono varie sculture.  Di sicuro sappiamo che Alessandro Torlonia fece eseguire da Luigi Bienaimé (1795-1878), della scuola di Thorvaldsen, una copia della “Danzatrice” del Canova, che ora si trova nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.  L’esemplare esposto rivela una lavorazione accurata e di buona qualità, con un effetto di non finito, dovuto probabilmente ai danni atmosferici provocati dall’esposizione all’aria. (testo tratto dal sito Mus

Antonio Canova, Morte di Priamo

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Antonio Canova, Morte di Priamo - Musei di Villa Torlonia - Roma Il rilievo Torlonia descrive l’ultimo atto della vita del re troiano Priamo, e riprende solo la scena centrale del rilievo originario, che aveva ai lati diversi personaggi.  Il gesto crudele di Pirro, figlio di Achille, intento a colpire il vegliardo dopo averlo afferrato per i capelli, costituisce il punto focale della scena e viene sottolineato da linee verticali ed oblique, sbilanciate verso sinistra, che accentuano lo smarrimento provocato da una violenza così efferata.  Da un punto di vista stilistico si nota un collegamento con la scultura del ‘400 e con la pittura di Gavino Hamilton e dei vasi greci. (testo tratto dal sito Musei di Villa Torlonia) Autore: Antonio Canova  (Possagno 1757 - Venezia 1822) Titolo: Morte di Priamo Supporto: Gesso Anno: - Misure (cm.): - Posizione: Musei di Villa Torlo

Antonio Canova, Danza dei Feaci

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Antonio Canova, Danza dei Feaci - Musei di Villa Torlonia - Roma Il tema di questo bassorilievo Torlonia è quasi contrapposto, nella sua espressione di gioia, all’angoscia delle altre due composizioni precedenti.  Si ispira all’ottavo libro dell’Odissea, in cui Hallo e Laudamante, figli di Alcinoo, re dei Feaci, danzano davanti ad Ulisse.  Il ritmo che avvolge i corpi dei due giovani è come un’onda melodiosa sottolineata dalla circolarità del drappo che viene fatto volteggiare con grazia.  La palla, che resta sospesa ai loro piedi, sta a rappresentare il mito greco della perfezione dell’universo.  Il gesso Torlonia è stato strutturato in funzione della sua sistemazione in una sala della Villa e quindi è stato riprodotto solo l’episodio centrale, eliminando le figure che assistono alla danza come nelle altre serie a noi note.  La composizione sembra rispondente alle scelte tematiche dei Torlonia, dai quali la danza era partic

Statua di Aristotele

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di Aristotele (I sec. a.C.) La statua, in marmo bianco e di arte romana (I sec. a.C. - I sec. d.C.), è tratta da un originale bronzeo. Per una iscrizione mutila sul lato sinistro della base, si è creduto di riconoscervi Aristotele. Attualmente prevale l'identificazione con Aristippo, il celebre filosofo edonista di Cirene. La statua poggia su un piedistallo ligneo dipinto a finto marmo, con base modanata del sec. XVII.  (testo tratto dal sito  Gebart) Autore: - Titolo: Statua di Aristotele Supporto: Marmo Anno: I sec. a.C. Misure (cm.): - Posizione: Galleria Spada Località: Roma

Statua di fanciulla con colomba ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di fanciulla con colomba (II sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma   La statua, posta al centro della sala, rappresenta una fanciulla che protegge una colomba dall'assalto di un serpente, riparandola nella piega del mantello che copre la lunga tunica. Il serpente è il prodotto di un restauro moderno. Si tratta di una copia romanda da un originale ellenistico, età durante la quale si sviluppa l'attenzione per gli aspetti della vita quotidiana, indagata in tutte le sue forme.  Tipica è la rappresentazione dei bambini, spesso colti nel giuoco, come in questa scultura. In particolare il motivo figurativo della fanciulla con colomba trova un possibile antecedente nei rilievi delle stele funerarie greche del V e del VI secolo a.C. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo: Statua di fanciulla con colomba Supporto: Marmo Anno: Da originale el

Statua equestre di Marco Aurelio

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua equestre di Marco Aurelio (161-180 d.C.) - Musei Capitolini - Roma Del monumento equestre dedicato all'imperatore Marco Aurelio (161-180 d.C.) non troviamo alcuna menzione nelle fonti letterarie antiche, ma è verosimile che esso sia stato innalzato nel 176 d.C., insieme ai numerosi altri onori tributatigli in occasione del trionfo sulle popolazioni germaniche, o nel 180 d.C., subito dopo la morte. In quei tempi a Roma le statue equestri erano molto numerose: le descrizioni tardo imperiali delle regioni della città ne enumerano ventidue, definite equi magni, ossia maggiori del vero, analogamente al monumento di Marco Aurelio. Quest'ultimo, tuttavia, è l'unico giunto sino a noi e in virtù della sua integrità ha assunto ben presto un valore simbolico per tutti coloro che intendevano proporsi come eredi dell'antica Roma imperiale. Il luogo di collocazione originario non è noto. Tuttavia già Carlo Fea, che

Statua di Ercole in bronzo dorato ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di Ercole in bronzo dorato (II sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma Proviene dall'area del Foro Boario, dove fu rinvenuta sotto il pontificato di Sisto IV. La statua, che doveva rappresentare il simulacro di culto all'interno di un tempio rotondo dedicato all'eroe greco nel II secolo a.C. , mostra, nelle proporzioni e nel forte modellato del corpo, la derivazione da modelli greci del IV secolo a.C. , vicino allo stile di Lisippo.  Una recente ipotesi suggerisce che possa essere derivata direttamente dal calco di una scultura bronzea di quel periodo.  (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: Titolo: Statua di Ercole in bronzo dorato Supporto: Bronzo Anno: II  secolo a.C. Misure (cm.): 241 Posizione: Musei Capitolini Località: Roma

Busto di Commodo come Ercole ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Busto di Commodo come Ercole (180-193 d.C.) - Musei Capitolini - Roma Il busto rappresenta uno dei capolavori più celebrati della ritrattistica romana e ritrae l'imperatore sotto le spoglie di Ercole, del quale ha adottato gli attributi: la pelle di leone sul capo, la clava nella mano destra, i pomi delle Esperidi nella sinistra a ricordo di alcune fatiche dell'eroe greco.  Il busto, straordinariamente ben conservato, poggia su una complessa composizione allegorica: due Amazzoni inginocchiate (solo una è conservata) ai lati di un globo decorato con i simboli zodiacali, sorreggono cornucopie che si intrecciano intorno a una pelta, il caratteristico scudo delle Amazzoni. L'intento celebrativo che, con un linguaggio ricco di simboli, impone il culto divino dell'Imperatore è accentuato dalla presenza dei due Tritoni marini che fiancheggiano la figura centrale come segno di apoteosi. Il gruppo fu rinvenuto in una cam

Bruto Capitolino

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Bruto Capitolino (IV-III sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma Il magnifico ritratto bronzeo, della straordinaria forza espressiva, fu donato al museo dal Cardinale Pio da Carpi nel 1564: l'identificazione con Giunio Bruto, primo console romano, rappresenta una dotta interpretazione della cultura antiquaria, priva però di reali fondamenti.  La problematica lettura dell'opera che, pur mostrando alcuni tratti riportabili a modelli ritrattistici greci riferiti a poeti e filosofi, risulta reinterpretata con grande forza dalla cultura artistica romana di età repubblicana, porta a un'oscillazione della datazione tra il IV e III secolo a.C.  L'estrema rarità di ritratti in bronzo di questo periodo, insieme alla possibilità di una collocazione cronologica così antica, rendono quest'opera una delle più preziose delle collezioni capitoline. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo:

Lo Spinaro ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Spinaro (I sec. a.C.) - Musei Capitolini - Roma La piccola scultura bronzea, che rappresenta un giovinetto nell'atto di levarsi una spina dal piede, è giunta in Campidoglio nel 1471, con la donazione dei bronzi lateranensi al Popolo Romano fatta da Sisto IV.  La posa singolare e particolarmente aggraziata della figura, sorpresa in un gesto inconsueto, ne hanno fatto una delle opere più apprezzate e copiate del Rinascimento, e insieme hanno suscitato numerosi spunti interpretativi sull'identificazione del personaggio. Si tratta di un'opera eclettica, concepita probabilmente nell'ambito del I secolo a.C. fondendo modelli ellenistici del III-II secolo a.C., per il corpo con una testa derivata da opere greche del V secolo a.C. (testo dal sito dei Musei Capitolini) Autore: - Titolo: Spinaro Supporto: Bronzo Anno: I secolo a.C. Misure (cm.): 73 Posizione:

Leone che azzanna il cavallo ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Leone che azzanna il cavallo - Musei Capitolini - Roma   Il gruppo monumentale del  leone che azzanna il cavallo , collocato nell’Esedra di Marco Aurelio, rappresenta una testimonianza concreta della grandezza di Roma e dello sconfinato patrimonio di arte e cultura tramandato dalla civiltà antica fino ai giorni nostri.  L’opera, collocata in Campidoglio, aveva fin dal Medioevo un forte significato simbolico poiché la possente figura del leone riusciva a rappresentare l’allegoria del buon governo cittadino.  La scultura conobbe diverse collocazioni fino ai primi decenni del XX secolo, quando fu posta a decoro della fontana del giardino Caffarelli all’interno dei Musei Capitolini.  Nel 1594 Ruggero Bascapè, allievo di Michelangelo, aggiunse la testa, le zampe e la coda del cavallo oltre alle zampe posteriori del leone.   Nel 2012 il gruppo scultoreo è stato restaurato ed esposto al Getty Villa di Malibu per poi tornare definitivam

Statua di Galata Capitolino ai Musei Capitolini

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua di Galata Capitolino - Musei Capitolini - Roma   La scultura, più volte replicata su incisioni e disegni, è forse la più nota dell'intera collezione. Fu acquistata nel 1734 dalle statue che erano parte della Collezione Ludovisi e probabilmente era stata rinvenuta dai Ludovisi stessi nell'area della loro villa. Questa insisteva sugli  Horti  antichi di Cesare, in parte coincidenti con l'area degli  Horti  di Sallustio. Con grande  pathos  raffigura un Gallo (Galata) ferito, del quale vengono messi bene in evidenza gli attributi: scudo,  torques  al collo, nudità del corpo, ciocche dei capelli scompigliate e baffi. La ferita ben visibile indica la volontà di rendere il guerriero nell'ultimo istante di resistenza al dolore. L'immagine è forse pertinente al grande donario di età pergamena che Attalo volle porre lungo la terrazza del tempio di  Athena Nikephóros  per celebrare le vittorie sui Galati.  Forse

Statua della Venere Capitolina

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Statua della Venere Capitolina,  Da originale di Prassitele (IV secolo a.C.) Musei Capitolini - Roma   La scultura, di dimensioni di poco maggiori del vero, fu rinvenuta nei pressi della basilica di San Vitale intorno al 1666-1670 e fu acquistata e donata alle collezioni capitoline, da papa Benedetto XIV nel 1752. E' una delle più note statue del museo e vanta una serie di riproduzioni anche all'interno di collezioni internazionali. In un marmo pregiato (probabilmente pario) è rappresentata la dea Venere-Afrodite uscente dal bagno nuda, in raccoglimento, protesa in avanti con le braccia poste ad assecondare le rotondità del corpo di ossatura fine, morbido e carnoso, e a coprire petto e pube.  La gamba destra è flessa e avanzata, e la sinistra è in appoggio. La testa è leggermente piegata verso sinistra e presenta una capigliatura complessa a mo' di cercine con un nodo alto "a fiocco" e ciocche ricadenti a to