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Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

LA STANZA DELL'INCENDIO DI BORGO DI RAFFAELLO AI MUSEI VATICANI

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#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Stanze di Raffaello, Stanza dell'Incendio di Borgo, Incendio di Borgo (1514-1517) - Musei Vaticani Ai Musei Vaticani , optando per il percorso più lungo per arrivare alla Cappella Sistina, si passa attraverso quattro Sale chiamate Stanze di Raffaello . In queste Stanze si trovano vari affreschi realizzati principalmente da Raffaello Sanzio (Urbino 6 Aprile 1483 - Roma 6 Aprile 1520) e i suoi aiuti a partire dal 1508 e terminati dagli aiuti nel 1524 dopo la morte del Maestro. Costituiscono parte dell'appartamento pontificio, decorato principalmente durante il pontificato di papa Giulio II (1503-1513) e di papa Leone X (1513-1521) ed utilizzato dai loro successori fino a papa Gregorio XIII (1572-1585). La Stanza a cui si riferisce questo articolo, è l'ultima che s'incontra lungo il percorso e prende il nome da uno degli affreschi nei lunettoni, ossia Stanza dell'Incendio di Borgo , commissionata da papa Gi