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IL RELITTO DELL'ISOLA DI MAL DI VENTRE nel Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras

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© Photo by Massimo Gaudio Testo di Maria Cristina Serra Sala con lingotti e anfore SARDEGNA Nel  Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, sono conservati i reperti del relitto dell'isola di Mal di Ventre La nave mercantile di epoca romana ritrovata presso l'isola di Mal di Ventre, affondata tra l'89 a.C. e la metà del I Sec. A.C., è stata avvistata per la prima volta nel 1988 dal subacqueo sportivo Antonello Atzori. Nel 1989 iniziò il primo scavo fino all'ultimo effettuato nel 1996. Si ipotizza che la nave sia affondata senza subire gravi danni, appoggiandosi al fondo sabbioso, restano incerte le cause del naufragio. Potrebbe essere avvenuto un urto con gli scogli, oppure dovuto a fenomeni atmosferici. Si può escludere l'incendio poiché i numerosi oggetti in piombo non hanno subito danneggiamenti dovuti al calore. La particolarità di questo relitto è la grande quantità di lingotti di piombo che trasportava. Sono stati ritrovati più di mille lingotti che costituivan...

KEITH HARING Senza titolo (1983) L'omaggio dell'artista statunitense al popolo terremotato dell'Irpinia, Campania e Basilicata del 1980

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© Photo by Massimo Gaudio KEITH HARING Senza titolo (1983) Acrilico su tela indistriale Museo Reggia di Caserta L'opera Senza titolo realizzata nel 1983 nasce durante il primo soggiorno italiano di Keith Haring a Napoli, su invito di Lucio Amelio. Si tratta di un grande acrilico su tela, di formato orizzontale, che conserva pienamente il linguaggio grafico immediato e riconoscibile di Haring. Nella parte superiore della composizione si trovano le figure dei cani stilizzati, elemento ricorrente nel suo vocabolario visivo, che in questo contesto assumono il valore di presenze inquietanti e di allarme. Nella fascia inferiore è rappresentata una folla compatta di figure umane intrecciate tra loro. Questa massa indistinta restituisce l'idea di una condizione collettiva, di una comunità coinvolta nello stesso evento drammatico. L'interesse di quest'opera sta proprio nell'equilibrio tra due livelli: da un lato la fedeltà allo stile pop e sintetico di Haring, dall'alt...

Federico Barocci detto il FIORI - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Federico Barocci detto il Fiori (Urbino, 1528/1535 – Urbino, 30 settembre 1612) Federico Barocci è una figura centrale per comprendere l'evoluzione della pittura italiana tra Cinquecento e Seicento. Nato a Urbino nel 1535 e attivo fino al 1612, si forma in una città di grande cultura figurativa, a contatto con l'eredità di Raffaello. Questa origine è importante perché segna fin dall'inizio il suo modo di dipingere: grande attenzione al disegno, alla grazia delle figure e all'equilibrio della composizione. Quello che rende il suo linguaggio davvero personale è il modo in cui tratta il colore e la luce. Lavoro con una tavolozza molto chiara, fatta di toni pastello, di rosa, di azzurri e di gialli delicati. La luce non è mai violenta, ma avvolge le figure in modo morbido, creando un'atmosfera sospesa e intima. Anche dal punto di vista tecnico è molto rigoroso: prepara le sue opere con un numero enorme di disegni preparatori, studi di teste, d...

Jusepe de Ribera detto SPAGNOLETTO - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Jusepe De Ribera detto SPAGNOLETTO (Xàtiva, 17 febbraio 1591 – Napoli, 2 settembre 1652) Jusepe de Ribera è noto per il suo modo diretto e potente di raccontare l'essere umano. È nato in Spagna nel 1591 e si è trasferito giovanissimo in Italia, stabilendosi poi a Napoli, che all'epoca era sotto il dominio spagnolo. Lì è diventato uno degli artisti più richiesti del suo tempo, tanto da essere conosciuto da tutti come Lo Spagnoletto . Il suo linguaggio è quello del Barocco più intenso. Lavora molto sulla luce: illumina i corpi con una luce forte e tagliente che fa emergere ogni dettaglio dal buio. I suoi soggetti non sono mai idealizzati. Che dipinga un santo, un martire o un filosofo, lo rappresenta come una persona vera, con la pelle segnata, le mani forti, lo sguardo vissuto. Quello che colpisce di più nel suo lavoro è la capacità di unire realismo e spiritualità. Nelle sue opere c'è sofferenza, ma anche una grande dignità. Non cerca la bellezza ...

Antonio Donghi - 11 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Antonio Donghi (Roma, 16 marzo 1897 – Roma, 16 luglio 1963) Antonio Donghi è un autore che studio e guardo da tempo, perché il suo modo di intendere l'immagine è molto vicino al mio modo di fotografare. Nato a Roma nel 1897, dove ha vissuto e lavorato fino al 1963, è considerato uno dei maestri più autentici del Realismo Magico italiano e un punto di riferimento della Scuola Romana. Dopo gli studi all'Istituto di Belle Arti di Roma e l'esperienza della Prima Guerra Mondiale, trova all'inizio degli anni Venti una sua strada personale, lontana dalle avanguardie rumorose del tempo. Quello che mi interessa del suo lavoro è la costruzione della scena. Donghi non insegue il momento decisivo o il gesto. Fa l'opposto: blocca tutto. I suoi interni, le sue figure, i suoi circensi, le sue nature morte e i suoi paesaggi urbani sono immobili, composti con ordine, illuminati con una luce chiara e pulita. Le figure guardano spesso altrove, sono assenti, ...

"IVA LULASHI" - 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 - Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

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"IVA LULASHI.SOTTO QUALE ALBERO" 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli L’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA di Vercelli ospita la straordinaria pittura di Iva Lulashi. Dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027, la Collezione Giuseppe Iannaccone rinnova il suo appuntamento annuale con l'arte contemporanea portando a Vercelli una delle artiste più affascinanti e seguite del panorama internazionale. Un grande appuntamento con l’arte contemporanea illumina la stagione culturale di Vercelli. Seguendo la sua speciale vocazione di valorizzare ogni anno i migliori talenti della scena artistica attuale, la Collezione Giuseppe Iannaccone presenta la nuova mostra personale di Iva Lulashi, a cura di Daniele Fenaroli, ospitata nella suggestiva cornice dell’Ex Chiesa di San Marco – Spazio ARCA dal 13 ottobre 2026 al 29 marzo 2027. Protagonista acclamata alla Biennale d’Arte di Venezia 2024 dove ha rappresentato l’Albania, Iva Lulashi è oggi tra l...

"CHAGALL" - 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 - Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli

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"CHAGALL" 13 ottobre 2026 – 29 marzo 2027 Ex Chiesa di S. Marco – Spazio ARCA, Vercelli La Città di Vercelli ospiterà dal 13 ottobre 2026, negli spazi dell’Ex Chiesa di San Marco | Spazio ARCA, una grande mostra dedicata a Marc Chagall, artista e testimone lucido del Novecento che ha saputo tradurre la propria cultura e le sue esperienze di vita in un linguaggio pittorico tra i più riconoscibili dell’arte moderna. Sessanta opere ripercorrono oltre mezzo secolo della pittura di Chagall attraverso immagini che vi ritornano: l’Amore e gli amanti, i fiori, il circo e quella città interiore che ha dovuto costruire per custodire la propria terra natale e la sua cultura, perdute non una ma due volte, trasformate dal tempo ma mai cancellate. Tra le opere esposte, Villaggio russo (1929), Ritratto di Vava (1953-56), Gli innamorati con l’asino blu (1955 circa), Gli innamorati su fondo giallo (1960), Il gallo viola (1966-72), Il clown dal volto verde (1975 circa) e Grande mazzo di fior...