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Mosaico Nilotico di Palestrina

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  © Photo by Massimo Gaudio Mosaico del Nilo È l'unico posto dove puoi vedere l'intero Nilo dalla sorgente al mare, senza muoverti di un passo, stando seduto ammirando su un muro uno splendido mosaico pavimentale.  Questo posto è Palestrina l'antica Praeneste a 40 km da Roma. Non è un semplice pavimento: è una mappa dipinta con le tessere, 4,31 × 5,85 metri, datata tra II e I secolo a.C., oggi conservata al Museo Archeologico Nazionale di Palestrina, dentro Palazzo Colonna Barberini. Fu scoperto tra fine Cinquecento e inizio Seicento, per caso, nella cantina del vecchio Palazzo Vescovile, dove era il pavimento dell'antica aula absidata del Foro di Praeneste che si trova al centro di Palestrina.  Nel 1625 il cardinale Andrea Baroni Peretti Montalto lo fa staccare, lo taglia a quadroni e lo porta a Roma. Nel 1630-1635 i Barberini comprano il feudo e, tramite il cardinale Lorenzo Magalotti, se lo riprendono. Nel 1640 torna a Palestrina restaurato, ma l'umidità lo rovin...

ROBERT MAPPLETHORPE. Le forme della bellezza all'ARA PACIS fino al 4 ottobre

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© Photo by Massimo Gaudio Testo di Maria Cristina Serra Mapplethorpe nella ricerca di se stesso, attingendo alle sue passioni e pulsioni, condizionato anche dal periodo storico, dal contesto in cui vive e dalle frequentazioni, trova la sua idea di bellezza, arte, sessualità ed erotismo, e con un approccio allusivo e pertinente esplica il concetto di libertà e perfezione, lasciando all'osservatore il compito di ammirare l'opera e attivare i propri intimi e a volte sconosciuti pensieri. ROBERT MAPPLETHORPE Autoritratto (1980) Quello che inizia oggi all'Ara Pacis, è il terzo e ultimo atto del progetto espositivo sul maestro newyorkese iniziato a Venezia, proseguito a Milano e arrivato a Roma dove si esplora un percorso in otto sezioni di studio e ricerca che approfondisce vari aspetti personali e professionali di Robert Mapplethorpe. Prima sezione Collage Si inizia subito con una selezione di immagini per lo più sconosciute al grande pubblico, quelle che riguardano le prime op...

Villa Lante al Gianicolo

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© Photo by Massimo Gaudio Villa Lante al Gianicolo Villa Lante al Gianicolo è una piccola gemma rinascimentale appollaiata sul crinale del Gianicolo, con Roma distesa sotto la sua loggia. Non è la più famosa Villa Lante — quella con i giochi d'acqua è a Bagnaia (VT) — ma è forse la meglio conservata tra le ville urbane del primo Cinquecento romano, nata nell'età d'oro dei papi Medici. La villa fu voluta tra il 1518 e il 1525 da Baldassarre Turini, datario papale di Pescia, amico intimo di Raffaello e uomo di fiducia di Leone X. Turini la pensò come residenza estiva fuori dal caos cittadino, costruendola sopra resti romani che la tradizione identificava con la casa del poeta Marziale. Dopo la morte di Raffaello nel 1520, il progetto passò al suo allievo prediletto Giulio Romano: fu una delle sue prime commissioni autonome. La costruzione fu interrotta dal Sacco di Roma del 1527 — i lanzichenecchi lasciarono un graffito ancora visibile nella sala: “6 maggio 1527 saccheggiai R...

Pedro Cano. Siete e Roma fino al 07/06/2026 ai Musei di Villa Torlonia, Casino dei Principi

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© Photo by Massimo Gaudio Il Casino dei Principi, ingresso alla mostra Fino al 7 giugno 2026 al Casino dei Principi di Villa Torlonia a Roma, apre al pubblico la mostra “Pedro Cano. Siete e Roma”, un progetto espositivo a cura di Giorgio Pellegrini e coordinamento di Raquel Vázquez-Dodero Fontes, che riunisce due nuclei fondamentali della recente produzione dell’artista spagnolo: il ciclo pittorico Siete e una selezione di opere dedicate a Roma, città in cui Cano ha vissuto e lavorato per oltre cinquant’anni, considerandola una patria elettiva e un luogo di costante ispirazione. La mostra, promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è ideata e organizzata dalla Fundación Pedro Cano grazie alla collaborazione dell’Instituto de las Industrias Culturales y las Artes di Murcia e con il sostegno della Fundación Cajamurcia, dell'Instituto Cervantes e di Nost...

Sotto una buona stella - L'emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto

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© Photo by Massimo Gaudio L'Emblema della Repubblica (1948) Disegno definitivo in bianco e nero e a colori, approvato dall'Assemblea Costituente, con la stella a cinque punte (l'Italia), la ruota dentata (il lavoro), Il ramo d'ulivo (la pace) e il ramo di quercia (la forza).  Sotto: Le reazioni della stampa del 1947-1948. Riproduzione da originali conservati presso l'Archivio Centrale dello Stato, su concessione del Ministero della Cultura Fino al 27 settembre 2026 la Dipendenza della Casina delle Civette - Musei di Villa Torlonia, in occasione dell’80mo anniversario dell’elezione dell’Assemblea Costituente (1946-2026), presenta l’esposizione Sotto una buona stella . L'emblema della Repubblica Italiana nelle carte di Paolo Paschetto , dedicata alla storia del simbolo nazionale realizzato da Paolo Paschetto (Torre Pellice, 1885-1963), artista poliedrico e tra i più rappresentativi nel patrimonio culturale della Casina delle Civette.  Il primo bozzetto di Paschet...