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L'Annunciazione Malchiostro di Tiziano e il "terzo piede"

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  © Photo by Massimo Gaudio TIZIANO VECELLIO Annunciazione Malchiostro (1520) Olio su tavola, 210 x 176 cm Cattedrale di San Pietro, Treviso Nell'Annunciazione di Tiziano conservata nella Cappella Malchiostro del Duomo di Treviso, datata intorno al 1520, l'angelo presenta quello che a prima vista sembra un terzo piede. Non si tratta di un errore di Tiziano, ma di una conseguenza della sua storia materiale. L'opera, nella sua forma originale, era più ampia di quanto lo spazio dell'altare potesse accogliere. Per farla entrare nella cappella, la tela fu tagliata e adattata. In questa operazione andò perduto parte dell'appoggio originale dell'angelo. Per ricomporre l'equilibrio della figura in corsa, fu aggiunto in un secondo momento un piede più interno rispetto alla composizione iniziale. Quello che vediamo oggi è quindi la sovrapposizione di tre elementi: il piede originale di Tiziano, la traccia del piede tagliato che traspare ancora sotto la pittura, e il p...

"ARTEMISIA GENTILESCHI A FIRENZE" > 20 ottobre 2026 – 4 aprile 2027 > Museo degli Innocenti, Firenze

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  "ARTEMISIA GENTILESCHI A FIRENZE" 20 ottobre 2026 – 4 aprile 2027 Museo degli Innocenti, Firenze Per la prima volta, una grande mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi approfondisce e racconta  gli anni trascorsi dalla pittrice a Firenze, tra il 1613 e il 1620. A Firenze Artemisia arriva poco più che ventenne. Si lascia alle spalle Roma e un processo che ha esposto la sua vita allo sguardo pubblico, incontra la corte dei Medici, frequenta artisti e intellettuali, viene ammessa – tra le prime donne nella storia – all’Accademia delle Arti e del Disegno, diventa protagonista della vita culturale e si afferma come grande artista.   Dal 21 ottobre 2026 al 4 aprile 2027 tutto questo è raccontato al Museo degli Innocenti di Firenze, in una mostra con oltre 50 opere e più di 40 prestatori eccellenti, a firma Arthemisia. Curata da Cristina Acidini, Sandro Bellesi e Costantino D’Orazio, la mostra riporta in vita una stagione intensa e irripetibile, e ci guida nella magnifica Fir...

GALLERIA BORGHESE | TIZIANO. Dialoghi tra Sacro e Profano | Fino all'8 dicembre 2026

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© Photo by Massimo Gaudio Galleria Borghese presenta   TIZIANO Dialoghi tra Sacro e Profano a cura di Maria Giovanna Sarti   In occasione del 450° anniversario della morte dell’artista , un dialogo inedito tra l’ Annunciazione di Treviso e le opere di Tiziano conservate alla Galleria Borghese   20 ottobre – 8 dicembre 2026 TIZIANO VECELLIO Annunciazione Malchiostro (1520) Olio su tavola, 210 x 176 cm Cattedrale di San Pietro, Treviso Dal 20 ottobre all’8 dicembre 2026 , la Galleria Borghese presenta Tiziano. Dialoghi tra Sacro e Profano , La Galleria Borghese incontra l’ Annunciazione della cattedrale di Treviso , a cura di Maria Giovanna Sarti , una nuova mostra dossier che mette per la prima volta in dialogo l’ Annunciazione di Tiziano, proveniente dalla cattedrale di Treviso , con i dipinti dell’artista conservati nella collezione permanente del museo .   Il progetto nasce nell’ambito delle iniziative per il 450° anniversario della morte di Tiziano e si inse...

IL RELITTO DELL'ISOLA DI MAL DI VENTRE nel Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras

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© Photo by Massimo Gaudio Testo di Maria Cristina Serra Sala con lingotti e anfore SARDEGNA Nel  Museo Civico Giovanni Marongiu di Cabras, sono conservati i reperti del relitto dell'isola di Mal di Ventre La nave mercantile di epoca romana ritrovata presso l'isola di Mal di Ventre, affondata tra l'89 a.C. e la metà del I Sec. A.C., è stata avvistata per la prima volta nel 1988 dal subacqueo sportivo Antonello Atzori. Nel 1989 iniziò il primo scavo fino all'ultimo effettuato nel 1996. Si ipotizza che la nave sia affondata senza subire gravi danni, appoggiandosi al fondo sabbioso, restano incerte le cause del naufragio. Potrebbe essere avvenuto un urto con gli scogli, oppure dovuto a fenomeni atmosferici. Si può escludere l'incendio poiché i numerosi oggetti in piombo non hanno subito danneggiamenti dovuti al calore. La particolarità di questo relitto è la grande quantità di lingotti di piombo che trasportava. Sono stati ritrovati più di mille lingotti che costituivan...

KEITH HARING Senza titolo (1983) L'omaggio dell'artista statunitense al popolo terremotato dell'Irpinia, Campania e Basilicata del 1980

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© Photo by Massimo Gaudio KEITH HARING Senza titolo (1983) Acrilico su tela indistriale Museo Reggia di Caserta L'opera Senza titolo realizzata nel 1983 nasce durante il primo soggiorno italiano di Keith Haring a Napoli, su invito di Lucio Amelio. Si tratta di un grande acrilico su tela, di formato orizzontale, che conserva pienamente il linguaggio grafico immediato e riconoscibile di Haring. Nella parte superiore della composizione si trovano le figure dei cani stilizzati, elemento ricorrente nel suo vocabolario visivo, che in questo contesto assumono il valore di presenze inquietanti e di allarme. Nella fascia inferiore è rappresentata una folla compatta di figure umane intrecciate tra loro. Questa massa indistinta restituisce l'idea di una condizione collettiva, di una comunità coinvolta nello stesso evento drammatico. L'interesse di quest'opera sta proprio nell'equilibrio tra due livelli: da un lato la fedeltà allo stile pop e sintetico di Haring, dall'alt...

Federico Barocci detto il FIORI - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Federico Barocci detto il Fiori (Urbino, 1528/1535 – Urbino, 30 settembre 1612) Federico Barocci è una figura centrale per comprendere l'evoluzione della pittura italiana tra Cinquecento e Seicento. Nato a Urbino nel 1535 e attivo fino al 1612, si forma in una città di grande cultura figurativa, a contatto con l'eredità di Raffaello. Questa origine è importante perché segna fin dall'inizio il suo modo di dipingere: grande attenzione al disegno, alla grazia delle figure e all'equilibrio della composizione. Quello che rende il suo linguaggio davvero personale è il modo in cui tratta il colore e la luce. Lavoro con una tavolozza molto chiara, fatta di toni pastello, di rosa, di azzurri e di gialli delicati. La luce non è mai violenta, ma avvolge le figure in modo morbido, creando un'atmosfera sospesa e intima. Anche dal punto di vista tecnico è molto rigoroso: prepara le sue opere con un numero enorme di disegni preparatori, studi di teste, d...

Jusepe de Ribera detto SPAGNOLETTO - 8 opere

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© Photo by Massimo Gaudio Jusepe De Ribera detto SPAGNOLETTO (Xàtiva, 17 febbraio 1591 – Napoli, 2 settembre 1652) Jusepe de Ribera è noto per il suo modo diretto e potente di raccontare l'essere umano. È nato in Spagna nel 1591 e si è trasferito giovanissimo in Italia, stabilendosi poi a Napoli, che all'epoca era sotto il dominio spagnolo. Lì è diventato uno degli artisti più richiesti del suo tempo, tanto da essere conosciuto da tutti come Lo Spagnoletto . Il suo linguaggio è quello del Barocco più intenso. Lavora molto sulla luce: illumina i corpi con una luce forte e tagliente che fa emergere ogni dettaglio dal buio. I suoi soggetti non sono mai idealizzati. Che dipinga un santo, un martire o un filosofo, lo rappresenta come una persona vera, con la pelle segnata, le mani forti, lo sguardo vissuto. Quello che colpisce di più nel suo lavoro è la capacità di unire realismo e spiritualità. Nelle sue opere c'è sofferenza, ma anche una grande dignità. Non cerca la bellezza ...