Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

“Simboli e Segreti” i significati nascosti nei grandi dipinti

“Simboli e Segreti” i significati nascosti nei grandi dipinti

Testi di Paul Crenshaw con Rebecca Tucker e Alexandra Bonfante-Warren.


a cura di Moschin Manuela:

Raccontano gli autori:
“L’infanta Margherita accudita dalle damigelle d’onore da cui il quadro prende il nome, volge lo sguardo sui genitori, pubblico a cui il dipinto è destinato. All’epoca lei era l’unica erede al trono. Una sorellastra maggiore era stata costretta a rinunciare al diritto di successione, ma il trono alla fine andò a suo fratello minore Carlos”.
"Las Meninas" Diego Velazquez - Museo del Prado Madrid (1656) (cm. 318X276) (Fig. n°1)  
Nel volume “Simboli e Segreti” si possono scoprire alcuni interessanti enigmi celati nei dipinti. In questo articolo porremo attenzione verso un’opera appartenente alla storia dell’arte barocca conservata nel Museo Del Prado di Madrid. Si tratta di un dipinto di grandi dimensioni (cm. 318X276) intitolato “Las Meninas” (damigella d’onore) (Fig. n° 1) eseguito da Diego Velazquez. Esso rappresenta una chiara testimonianza della vita di corte spagnola che si svolgeva nella Real Alcazar di Madrid del re Filippo IV e della regina Mariana. I coniugi furono rappresentati nello studio del pittore che nel dipinto si è autoritratto. (Fig. n° 2)

Autoritratto di Diego Velazquez "Las Meninas" (Fig. n° 2)
L’infanta Margherita figlia dei sovrani, nata nel 1651, è stata raffigurata al centro assieme alle sue damigelle (le meninas) e due nani Mari-Barbola e Nicolasito Pertusato, quest’ultimo sta stuzzicando il cane con il piede. Velazquez, Margherita e la nana volgono lo sguardo verso lo spettatore mentre la regina Mariana D’Austria e il re Filippo IV si intravedono nell’immagine riflessa sullo specchio posto sullo sfondo del dipinto (Fig. n°4).Pare che il pittore volesse richiamare la celebre opera di Jan Van Eyck “I coniugi Arnolfini” un tempo appartenente alla collezione reale spagnola (Fig. n°3).


"Ritratto dei  coniugi Arnolfini" Jan Van Eyck - (1434) National Gallery  Londra (Fig. n° 3)
Sulla porta appare il cerimoniere di palazzo della regina Don Josè Nieto Velazquez, probabile parente del pittore che sta annunciando la presenza dei reali. Tutta la composizione è stata studiata con cura, il re e la regina sebbene siano stati dipinti soltanto come un riflesso nello specchio rappresentano il fulcro dell’opera e il punto focale della composizione (Fig. n°4).

Il re Filippo IV e la regina Mariana "Las Meninas" Diego Velazquez (Fig. n°4)
L’artista che dichiarava di non ricevere compensi per i suoi quadri, nel 1659 ottenne un cavalierato dell’Ordine di Santiago, come si può notare dalla croce rossa dipinta sul petto. Probabilmente l’insegna fu aggiunta alcuni anni dopo che il dipinto fosse terminato, ovverosia dopo la conferma del cavalierato. La sua tecnica pittorica altamente raffinata è evidente nella riproduzione dei panneggi dell’abito della principessa e nella rigorosa rappresentazione prospettica.
Velazquez discendeva per parte di padre dalla nobiltà portoghese; tra il 1622 e il 1623 si recò a Madrid dove fu nominato “Pintor del Rey”.Nel 1627 venne nominato “Ujier de la Camara” (usciere) a seguito di una gara di pittura e successivamente Gran Maresciallo di corte. Di fondamentale importanza fu l’incontro con Rubens giunto in Spagna nel 1628, il quale lo esortò a recarsi in Italia, dove nel 1650, eseguì un ritratto per il papa Innocenzo X dal quale ricevette una catena d’oro come premio.

Raccontano ancora gli autori:

“La figura di profilo sta nell’arco della porta in fondo all’ampia galleria nel Palazzo dell’Alcazar, decorata da quadri di Pieter Paul Rubens.
Egli precede la coppia reale quando si sposta nel Palazzo, annunciando la loro presenza”.
“Velazquez dà prova della sua tecnica pittorica con gli stupendi panneggi dell’abito della principessa. Un collega artista (Luca Giordano) definì Las Meninas Teologia della Pittura".

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