Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

“Simboli e Segreti” i significati nascosti nei grandi dipinti

“Simboli e Segreti” i significati nascosti nei grandi dipinti

Testi di Paul Crenshaw con Rebecca Tucker e Alexandra Bonfante-Warren.


a cura di Moschin Manuela:

Raccontano gli autori:
“L’infanta Margherita accudita dalle damigelle d’onore da cui il quadro prende il nome, volge lo sguardo sui genitori, pubblico a cui il dipinto è destinato. All’epoca lei era l’unica erede al trono. Una sorellastra maggiore era stata costretta a rinunciare al diritto di successione, ma il trono alla fine andò a suo fratello minore Carlos”.
"Las Meninas" Diego Velazquez - Museo del Prado Madrid (1656) (cm. 318X276) (Fig. n°1)  
Nel volume “Simboli e Segreti” si possono scoprire alcuni interessanti enigmi celati nei dipinti. In questo articolo porremo attenzione verso un’opera appartenente alla storia dell’arte barocca conservata nel Museo Del Prado di Madrid. Si tratta di un dipinto di grandi dimensioni (cm. 318X276) intitolato “Las Meninas” (damigella d’onore) (Fig. n° 1) eseguito da Diego Velazquez. Esso rappresenta una chiara testimonianza della vita di corte spagnola che si svolgeva nella Real Alcazar di Madrid del re Filippo IV e della regina Mariana. I coniugi furono rappresentati nello studio del pittore che nel dipinto si è autoritratto. (Fig. n° 2)

Autoritratto di Diego Velazquez "Las Meninas" (Fig. n° 2)
L’infanta Margherita figlia dei sovrani, nata nel 1651, è stata raffigurata al centro assieme alle sue damigelle (le meninas) e due nani Mari-Barbola e Nicolasito Pertusato, quest’ultimo sta stuzzicando il cane con il piede. Velazquez, Margherita e la nana volgono lo sguardo verso lo spettatore mentre la regina Mariana D’Austria e il re Filippo IV si intravedono nell’immagine riflessa sullo specchio posto sullo sfondo del dipinto (Fig. n°4).Pare che il pittore volesse richiamare la celebre opera di Jan Van Eyck “I coniugi Arnolfini” un tempo appartenente alla collezione reale spagnola (Fig. n°3).


"Ritratto dei  coniugi Arnolfini" Jan Van Eyck - (1434) National Gallery  Londra (Fig. n° 3)
Sulla porta appare il cerimoniere di palazzo della regina Don Josè Nieto Velazquez, probabile parente del pittore che sta annunciando la presenza dei reali. Tutta la composizione è stata studiata con cura, il re e la regina sebbene siano stati dipinti soltanto come un riflesso nello specchio rappresentano il fulcro dell’opera e il punto focale della composizione (Fig. n°4).

Il re Filippo IV e la regina Mariana "Las Meninas" Diego Velazquez (Fig. n°4)
L’artista che dichiarava di non ricevere compensi per i suoi quadri, nel 1659 ottenne un cavalierato dell’Ordine di Santiago, come si può notare dalla croce rossa dipinta sul petto. Probabilmente l’insegna fu aggiunta alcuni anni dopo che il dipinto fosse terminato, ovverosia dopo la conferma del cavalierato. La sua tecnica pittorica altamente raffinata è evidente nella riproduzione dei panneggi dell’abito della principessa e nella rigorosa rappresentazione prospettica.
Velazquez discendeva per parte di padre dalla nobiltà portoghese; tra il 1622 e il 1623 si recò a Madrid dove fu nominato “Pintor del Rey”.Nel 1627 venne nominato “Ujier de la Camara” (usciere) a seguito di una gara di pittura e successivamente Gran Maresciallo di corte. Di fondamentale importanza fu l’incontro con Rubens giunto in Spagna nel 1628, il quale lo esortò a recarsi in Italia, dove nel 1650, eseguì un ritratto per il papa Innocenzo X dal quale ricevette una catena d’oro come premio.

Raccontano ancora gli autori:

“La figura di profilo sta nell’arco della porta in fondo all’ampia galleria nel Palazzo dell’Alcazar, decorata da quadri di Pieter Paul Rubens.
Egli precede la coppia reale quando si sposta nel Palazzo, annunciando la loro presenza”.
“Velazquez dà prova della sua tecnica pittorica con gli stupendi panneggi dell’abito della principessa. Un collega artista (Luca Giordano) definì Las Meninas Teologia della Pittura".

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