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Paolo Caliari detto Paolo Veronese alla Galleria Borghese

  #artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio Paolo Caliari detto VERONESE, La predica del Battista (1562) Come il dipinto raffigurante la Predica di S. Antonio da Padova (inv.101 ), la tela venne inviata nel 1607 come dono del patriarca di Aquileia al cardinale Scipione Borghese. La composizione della tela  si mostra estremamente innovativa, sia  per la figura del Battista – posto significativamente al centro  della composizione – sia per  il taglio prospettico articolato su tre piani successivi. L’effetto ‘in controluce’ sulla figura del predicatore evidenzia la tecnica del ‘cromatismo’ veronesiano, espressa dalla  novità delle ‘ombre colorate’, ottenute mediante l’accostamento di colori puri e i contrasti tra tinte calde e fredde, secondo un principio individuato da Leonardo e ripreso dalla pittura moderna . (testo tratto dal sito Galeria Borghese) Paolo Caliari detto VERONESE,  La predica di Sant'Antonio da padova(1580) Anche questo dipinto, come la Predica del Battista (inv

GIULIO ROMANO, IL DEGNO ALLIEVO DI RAFFAELLO

Photo by Massimo Gaudio
Giulio Romano, Madonna col Bambino ( 1522-1523) Olio su tavola, cm. 37 x 30,5 - Palazzo Barberini - Roma
Da qualche tempo a questa parte, si parla e si scrive molto sulle mostre in programma in tutto il mondo in occasione del cinquecentesimo anniversario della morte di Raffaello Sanzio (Urbino 1483 - Roma 1520). Nelle lettura a volte capita di imbattersi sui lavori dei suoi allievi nella bottega romana, uno di questi era Giulio Romano.
Il vero nome del maestro era Giulio Pippi de' Jannuzzi, nato a Roma nell'ultima decade del quattrocento. La sua data di nascita è incerta perché sul certificato di morte risultava avesse 46 anni, mentre per il Vasari ne aveva 54 quindi la sua nascita, secondo quest'ultimo, potrebbe essere avvenuta nel 1492. Di sicuro sin da giovane si fece notare all'interno della bottega di Raffaello diventando il suo allievo più dotato tanto da affiancarlo in molto lavori, come la realizzazione di una parte dell'affresco dell'Incendio di Borgo nella omonima sala. Da Raffaello ereditò insieme ad un'altro allievo il cui nome era Giovan Francesco Penni detto il Fattore (Firenze 1488 - Napoli 1528), la sua bottega e tutti i lavori a lui commissionati compreso il completamento della Sala di Costantino all'interno delle Stanze di Raffaello nei Musei Vaticani. In breve tempo Giulio Romano divenne molto famoso, fino al punto di ricevere l'invito di Federico II Gonzaga per il quale realizzò molte opere architettoniche tra cui Palazzo Te a Mantova con la famosa Sala dei Giganti e il cortile della Cavallerizza nel Palazzo Ducale. Durante la sua permanenza a Mantova, nel 1529 sposò la nobile mantovana Elena Guazzo Landi dalla quale ebbe nel 1532 un figlio che chiamò Raffaello, ebbe anche fama e potere tanto da poter progettare nel 1544 la sua residenza chiamata Casa di Giulio Romano. Avrebbe dovuto far ritorno a Roma con l'incarico di primo architetto presso la Fabbrica di San Pietro, ma morì a Mantova nel 1546.
L'opera di questo articolo si intitola Madonna col Bambino, un olio su tavola realizzata tra il 1522 ed il 1523 quando ancora si trovava a Roma per concludere il lavori in Vaticano prima della sua partenza per Mantova avvenuta nel 1524. L'opera si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini a Roma dove a titolo viene esposta nella stessa stanza della Fornarina di Raffaello.

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