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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Orazio Borgianni, Sacra Famiglia con santa Elisabetta, san Giovannino ed un angelo

Photo by Massimo Gaudio

Orazio Borgianni, Sacra Famiglia con santa Elisabetta, san Giovannino ed un angelo (1609-1910) - Palazzo Barberini - Roma
Il dipinto risale agli ultimi anni di vita del pittore, tornato a Roma dopo un periodo di assenza, ed è aggiornato sulle novità introdotte da Caravaggio: il forte contrasto tra luce ed ombra, l’evidenza plastica delle figure che si muovono come su un palcoscenico, l’ambientazione umile delle storie sacre presentate come scene quotidiane. Qui la Sacra Famiglia, cui si aggiungono San Giovannino e Sant’Elisabetta all’estrema sinistra, emerge letteralmente dal fondo buio. La fonte di luce è collocata in alto a sinistra, alle spalle dell’angelo, come si può notare dall’ombra della sua testa sul violino. Il dialogo tra Gesù e San Giovannino è intimo e immediato e la colomba diventa parte di un gioco apparentemente infantile, essendo in realtà, a un livello di lettura più profondo, il simbolo dello Spirito Santo che scenderà su Gesù al momento del Battesimo da parte di San Giovanni. In basso a sinistra gli attributi del Battista: una croce avvolta in un mantello di pelle di cammello, allusivo allo stile di vita umile del santo, una scodella dove verrà raccolta l’acqua per il Battesimo, e un cartiglio, di cui si legge solo “Dei”, parte della frase “Ecce Agnus Dei“, “Ecco l’Agnello di Dio”, con cui Giovanni si rivolgerà a Gesù. (dal sito Palazzo Barberini)

Autore: Orazio Borgianni (Roma 1574 - 1616)
Titolo: Sacra Famiglia con santa Elisabetta, san Giovannino ed un angelo
Supporto: Olio su tela
Anno: 1609 - 1610
Misure (cm.): 226 x 173,5
Posizione: Palazzo Barberini
Località: Roma

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