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Statua di Apollo Sauroctono alla Galleria degli Uffizi

    #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Apollo Sauroctono La scultura, di cui si ignora la provenienza, è presente nella Galleria fin dal 1565 e raffigura il giovane dio Apollo, signore del canto e della musica, che si appoggia delicatamente a una lira, posizionata su di un supporto e in parte coperta da un mantello. Per tipologia e posizione, si può ritenere che l’opera qui presente sia in buona parte frutto di un pesante restauro cinquecentesco, effettuato a partire da frammenti originali (torso, bacino, cosce) di una replica romana del più famoso Apollo Sauroktonos di Prassitele, realizzato verso il 350 a.C. Il singolare soggetto, che raffigurava il dio nell’atto di uccidere una lucertola che sale su un tronco, aveva probabilmente un significato allusivo al ruolo di Apollo come protettore dal male. La strumento musicale del dio e il suo supporto, decorato da un grifone, sono stati dunque integrati in età moderna (1586), verosimilmente a opera del restauratore Giovanni Ca

Gian Lorenzo Bernini, Busto di Medusa


Gian Lorenzo Bernini, Busto di Medusa (1644-1648) Musei Capitolini - Roma


Ovidio narra che la mitica Medusa aveva il potere di pietrificare chiunque osasse incrociare il suo sguardo. Bernini scolpisce un vero e proprio ritratto della più bella e mortale delle Gorgoni (si tratta di un Busto, non di una Testa troncata), fermata nel momento transitorio della metamorfosi. 
Il mito classico è rivisitato alla luce di una poesia di Giovan Battista Marino ("...Non so se mi scolpì scarpel mortale, / o specchiando me stessa in chiaro vetro / la propria vista mia mi fece tale", da La Galeria, 1630, I, 272): Medusa sta osservando in un immaginario specchio la sua immagine riflessa ed è colta nel momento in cui, con dolore ed angoscia, prende coscienza dell'atroce beffa e, materialmente davanti ai nostri occhi, si trasforma in un marmo. La Medusa, nelle intenzioni di Bernini, è una raffinata metafora barocca sulla scultura e sulle virtù dello scultore che ha il potere di lasciare "impietrito" dallo stupore chi ammira la straordinaria abilità del suo scalpello. (testo dal sito dei Musei Capitolini)




Autore: Gian Lorenzo Bernini (Napoli 1598 - Roma 1680)
Titolo: Testa di Medusa
Supporto: Marmo
Anno: 1644 - 1648
Misure (cm.): 68
Posizione: Musei Capitolini
Località: Roma

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