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Danzatrice con il dito al mento

#artiebellezzeitaliane Photo by Massimo Gaudio
Il prototipo di questa statua, priva di testa, braccia e piedi, può essere sicuramente considerato la “Danzatrice con il dito al mento” o “Danzatrice Manzoni” dal nome di Domenico Manzoni che la commissionò ad Antonio Canova nel 1811 per 4.400 scudi. Ne esistono molte riproduzioni e nella Gipsoteca di Possagno si può ancora vedere il modello in gesso, realizzato da Canova nel 1809, da cui derivarono varie sculture. Di sicuro sappiamo che Alessandro Torlonia fece eseguire da Luigi Bienaimé (1795-1878), della scuola di Thorvaldsen, una copia della “Danzatrice” del Canova, che ora si trova nella Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma. L’esemplare esposto rivela una lavorazione accurata e di buona qualità, con un effetto di non finito, dovuto probabilmente ai danni atmosferici provocati dall’esposizione all’aria. (testo tratto dal sito Musei di Villa Torlonia) Autore: Anonimo
Titolo: Danzatrice con il dito al mento Supporto…

Rosalba Carriera, Allegoria dei quattro elementi - L'Aria, L'Acqua, La Terra, Il Fuoco


Rosalba Carriera, Fuoco (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma
La serie dei quattro elementi è realizzata in pastello su carta, tecnica che ha larga diffusione nel Settecento. Rosalba Carriera, pittrice veneziana, diventa una delle ritrattiste più richieste da nobili e sovrani d’Europa, molto abile nel raggiungere col pastello risultati di morbidezza, luminosità, immediatezza e introspezione psicologica. Le serie allegoriche formate da quattro personificazioni – i continenti, le stagioni, gli elementi – sono una tipologia particolarmente diffusa in questo periodo. La Carriera porta a termine quest’opera tra il 1741 e il 1743 per Giovan Francesco Stoppani, nunzio apostolico presso il Senato di Venezia. Le allegorie hanno un taglio ritrattistico, sono colte in primissimo piano e i loro attributi finiscono al margine (inferiore destro, tranne che nell’Aria), integrati con differenti colori o accessori che ne chiariscono il ruolo. L’Aria, oltre a indossare un mantello dal blu intenso, di cui è accennato un lembo, tiene con un filo un uccellino; l’Acqua osserva in atteggiamento assorto dei pesci appesi a una sorta di lenza; la Terra mostra un grappolo d’uva (da questo punto di vista è molto simile a un’Allegoria d’autunno) e indossa una ghirlanda di fiori; il Fuoco, con la sua chioma fulva, la veste rosa-pesca e il piccolo braciere nella mano, è il pastello dai colori più caldi. La tecnica del pastello è molto pratica per alcuni versi, complessa per altri. Rispetto all’olio su tela, è più economica, e si serve di materiali più facilmente trasportabili. È perfetta per l’esecuzione di ritratti e risponde alle esigenze di una committenza prestigiosa che cura l’autorappresentazione. D’altro canto, richiede maestria d’esecuzione, non ammette pentimenti, ed è estremamente fragile, infatti basta un leggero contatto con la superficie per alterare i pigmenti, che necessitano di specifici fissativi. (dal sito Galleria Corsini)

Rosalba Carriera, Acqua (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Rosalba Carriera, Aria (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Rosalba Carriera, Terra (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Autore: Rosalba Carriera (Venezia 1675 - 1757)
Titolo: Allegoria dei quattro elementi - L'Aria, L'Acqua, La Terra, Il Fuoco
Supporto: Pastello su carta
Anno: 1739 - 1743
Misure (cm.): 33,5 x 30,5
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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