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Danae di Antonio Allegri detto Correggio

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Antonio Allegri detto CORREGGIO, Danae (1530-1531) L’opera raffigura l’istante in cui Danae, figlia del re di Argo – che l’aveva rinchiusa in una torre per evitare di generare – si congiunge a Giove trasformato in pioggia d’oro. Dalla loro unione nascerà Perseo che, come aveva predetto un oracolo, provocherà la morte del re. La tela fa parte della serie degli Amori di Giove (insieme alla Leda, Il Ratto di Ganimede e Giove e Io) che Correggio dipinse per Federico II Gonzaga, allo scopo di farne dono a Carlo V in occasione della sua incoronazione a Bologna nel 1530. Danae è uno dei pochissimi dipinti di Correggio in cui la scena è ambientata in un interno domestico. L’intimità dell‘atmosfera è accresciuta dalla presenza dei due amorini che testano su una pietra di paragone la purezza dell’oro. Questo è presente sia nella punta della freccia tirata da Cupido, sia nelle goccioline di pioggia d’oro in cui si è trasformato il padre degli Dei,

Rosalba Carriera, Allegoria dei quattro elementi - L'Aria, L'Acqua, La Terra, Il Fuoco


Rosalba Carriera, Fuoco (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma
La serie dei quattro elementi è realizzata in pastello su carta, tecnica che ha larga diffusione nel Settecento. Rosalba Carriera, pittrice veneziana, diventa una delle ritrattiste più richieste da nobili e sovrani d’Europa, molto abile nel raggiungere col pastello risultati di morbidezza, luminosità, immediatezza e introspezione psicologica. Le serie allegoriche formate da quattro personificazioni – i continenti, le stagioni, gli elementi – sono una tipologia particolarmente diffusa in questo periodo. La Carriera porta a termine quest’opera tra il 1741 e il 1743 per Giovan Francesco Stoppani, nunzio apostolico presso il Senato di Venezia. Le allegorie hanno un taglio ritrattistico, sono colte in primissimo piano e i loro attributi finiscono al margine (inferiore destro, tranne che nell’Aria), integrati con differenti colori o accessori che ne chiariscono il ruolo. L’Aria, oltre a indossare un mantello dal blu intenso, di cui è accennato un lembo, tiene con un filo un uccellino; l’Acqua osserva in atteggiamento assorto dei pesci appesi a una sorta di lenza; la Terra mostra un grappolo d’uva (da questo punto di vista è molto simile a un’Allegoria d’autunno) e indossa una ghirlanda di fiori; il Fuoco, con la sua chioma fulva, la veste rosa-pesca e il piccolo braciere nella mano, è il pastello dai colori più caldi. La tecnica del pastello è molto pratica per alcuni versi, complessa per altri. Rispetto all’olio su tela, è più economica, e si serve di materiali più facilmente trasportabili. È perfetta per l’esecuzione di ritratti e risponde alle esigenze di una committenza prestigiosa che cura l’autorappresentazione. D’altro canto, richiede maestria d’esecuzione, non ammette pentimenti, ed è estremamente fragile, infatti basta un leggero contatto con la superficie per alterare i pigmenti, che necessitano di specifici fissativi. (dal sito Galleria Corsini)

Rosalba Carriera, Acqua (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Rosalba Carriera, Aria (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Rosalba Carriera, Terra (1739-1743) - Galleria Corsini - Roma

Autore: Rosalba Carriera (Venezia 1675 - 1757)
Titolo: Allegoria dei quattro elementi - L'Aria, L'Acqua, La Terra, Il Fuoco
Supporto: Pastello su carta
Anno: 1739 - 1743
Misure (cm.): 33,5 x 30,5
Posizione: Galleria Corsini
Località: Roma

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