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Francesco Albani alla Galleria Borghese

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Francesco Albani, L'acconciatura di Venere (1616-1617) Acquistato dal cardinale Scipione Borghese nel 1622, insieme agli altri tondi raffiguranti Venere nella fucina di Vulcano, Venere e Adone e Il trionfo di Diana, la serie celebra gli amori degli Dei che si risolvono con la vittoria finale della casta Diana su Venere. Nel tondo, il primo della serie, Venere si specchia mentre le ninfe la acconciano; sull’albero e in terra i putti giocano con i pomi, il risveglio della natura annuncia l’arrivo della primavera, stagione degli amori. L’artista, nel dipingere le quattro tele, utilizzò come modelli gli stessi membri della sua famiglia: per Venere le due mogli e per i puttini i figli. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese) Autore: Francesco Albani (Bologna 1578 -1660) Titolo: L'acconciatura di Venere (la Primavera) Datazione: 1616 - 1617 Supporto : Olio su tela Misure (cm): 154 (diamet

Lorenzo Lotto alla Galleria Borghese

#artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio

Lorenzo Lotto, Madonna col Bambino e i santi Ignazio di Antiochia e Onofrio (1508)


Il dipinto firmato e datato risulta in collezione dal 1613. Nella tavola, con cornice originale, sono evidenti riferimenti a pittori veneti (Giovanni Bellini e Cima da Conegliano) così come forte è la ripresa di Dürer, attivo a Venezia nel 1506. Nulla si conosce sulla provenienza del dipinto, forse eseguito durante il soggiorno a Recanati (1506-08), oppure nel corso di quello romano iniziato alla fine del 1508, quando Lotto è attivo nelle Stanze Vaticane. La presenza dei due religiosi Onofrio e Ignazio di Antiochia è stata avvicinata alle idee riformatrici del tempo, che li proponevano come modelli di imitazione. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Lorenzo Lotto (Venezia 1480 - Loreto 1557)
Titolo: Madonna col Bambino e i santi Ignazio di Antiochia e Onofrio
Datazione: 1508
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 53 x 67
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma


Lorenzo Lotto, Ritratto di Mercurio Bua (1535)

Il personaggio, a lungo ritenuto un autoritratto dell’artista, è raffigurato all’interno di un ambiente chiuso, la cui parete di fondo è interrotta da una finestra aperta su un paesaggio dove si distinguono il profilo di una città e una scena cavalleresca. Il gentiluomo, dalla cui espressione emana un sentimento di struggente malinconia, veste un abito nero sul quale assumono particolare risalto le mani: l’una, recante al mignolo due verette nuziali, è tenuta al fianco; l’altra, ornata al pollice da un anello con uno stemma cruciforme in campo azzurro, si appoggia su una simbolica natura morta composta da un mucchietto di petali di rosa e gelsomini fra i quali spicca un piccolo teschio. Un accurato studio ha permesso di identificare nel personaggio il conte Mercurio Bua, di origine greca, divenuto condottiero della Serenissima e trasferitosi con il suo seguito a Treviso, città della quale è possibile scorgere il profilo sullo sfondo del paesaggio. La rappresentazione di S. Giorgio, raffigurato con il drago nel paesaggio, è legata all’origine greca del condottiero, devoto al Santo cavaliere. La situazione di lutto, richiamata dalle due fedi nuziali, dagli abiti neri e dal copritavolo verde, colore all’epoca adottato in tali circostanze, trova pieno riscontro nelle vicende della sua vita, segnata dalla scomparsa delle sue due mogli e di due figlioli, di cui uno, al quale forse allude il piccolo teschio, generato dalla prima, amatissima consorte e perduto ancora in fasce. (testo tratto dal sito della Galleria Borghese)

Autore: Lorenzo Lotto (Venezia 1480 - Loreto 1557)
Titolo: Ritratto di Mercurio Bua
Datazione: 1535
Supporto : Olio su tela
Misure (cm): 118 x 105
Si trova: Galleria Borghese
Luogo: Roma

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