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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

Paolo di Dono detto PAOLO UCCELLO, Battaglia di San Romano

 #artiebellezzeitaliane

Photo by Massimo Gaudio

Paolo di Dono detto PAOLO UCCELLO, Battaglia di San Romano (1435-1440 c.)

La tavola faceva parte di un ciclo di tre dipinti che celebrava la vittoria dei fiorentini sulle truppe senesi e sull’alleanza guidata dal duca di Milano nella battaglia di San Romano (Pisa) nel 1432. Niccolò da Tolentino, a capo dell’esercito fiorentino, è raffigurato mentre con l’asta colpisce e disarciona Bernardino della Carda, il condottiero alla guida delle truppe avversarie, mentre intorno infuria la battaglia. La direzione delle aste e delle balestre, leggermente inclinate in avanti quelle impugnate dai soldati fiorentini, lievemente arretrate quelle degli avversari, presagisce l’esito della battaglia. La tavola degli Uffizi è l’episodio centrale della sequenza narrativa, che iniziava con la raffigurazione di Niccolò da Tolentino alla guida delle truppe fiorentine nel dipinto oggi alla National Gallery di Londra e si chiudeva con l’attacco di Michelotto da Cotignola, alleato dei fiorentini, illustrato nel pannello del Museo del Louvre a Parigi. Il ciclo decorativo fu commissionato da Lionardo Bartolini Salimbeni, protagonista della vita politica fiorentina della prima metà del XV secolo, per il proprio palazzo a Firenze pochi anni dopo l’epica impresa; in origine le tavole avevano la forma arcuata nella parte superiore, per inserirsi fra le arcate di una sala coperta con volta a peducci. Gli eredi di Lionardo Bartolini cedettero poi i dipinti a Lorenzo il Magnifico, che li fece collocare nel proprio palazzo di via Larga (l’odierno Palazzo Medici-Riccardi in via Cavour) facendone modificare la forma probabilmente allo stesso Paolo Uccello, autore del ciclo pittorico, che firmò la tavola oggi agli Uffizi in basso a sinistra. Le integrazioni agli angoli mostrano la raffigurazione di fronde di arance, le “mala medica” emblema della famiglia Medici. Per la resa delle armature e dei finimenti Paolo Uccello impiegò una cospicua quantità di foglia metallica, che doveva originariamente conferire al dipinto grande ricchezza e brillantezza cromatica. Virtuoso della prospettiva, il pittore dimostra la sua abilità nella costruzione dei corpi scorciati che presuppongono un punto di vista dal basso, in virtù della collocazione alta delle tavole prevista dall’allestimento nel palazzo di Lionardo Bartolini. (testo tratto dal sito Le Gallerie degli Uffizi)

Autore: Paolo di Dono detto PAOLO UCCELLO (Pratovecchio (AR) 1397 - 1475)
Titolo: Battaglia di San Romano
Datazione: 1435 - 1440 ca
Supporto : Tempera su tavola
Misure (cm): 182 x 323
Si trova: Galleria degli Uffizi
Luogo: Firenze

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