Marco Bigio, Le tre Parche a Palazzo Barberini

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#artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Marco Bigio, Le tre Parche (1530-1540) Olio su tela, cm. 200 x 212 Un grande dipinto si fa notare all'interno della Sala 15 dedicata alla pittura senese a Palazzo Barberini. Si tratta di un'opera di Marco Bigio dal titolo Le tre Parche realizzato nel periodo che va da 1530 al 1540. Nel dipinto l'artista raffigura le figlie di Giove e Temi che rappresentano il destino degli uomini.  A rappresentare la nascita, a destra è stata raffigurata Cloto con un rocchetto di filo bianco: ovvero è colei che fa iniziare la vita. A sinistra di trova Lachesi  che stabilice la sorte e il destino intenta ad avvolgere un filo rosso, mentre al centro c'è Atropo che ha in mano una forbice pronta a tagliare il filo della vita, ma per farlo guarda i due amorini ai suoi piedi che estraggono a sorte il nome ci colui che deve morire inciso su delle medaglie di vari materiali, perché la natura umana è varia. Alle loro spalle ci sono vari persona

Sala Tribuna agli Uffizi

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Photo by Massimo Gaudio
Sala Tribuna

La Tribuna venne realizzata fra il 1581 e il 1583 dall’architetto Bernardo Buontalenti per “tenere le più preziose gioie ed altre delizie onorate e belle che abbi il Granduca”, Francesco I de' Medici. Secondo la concezione del museo di allora, non doveva esporre solo opere d’arte come sculture e pitture, ma anche oggetti straordinari e curiosi, provenienti dal mondo naturale. Una WunderKammer (camera delle meraviglie) concepita come uno scrigno prezioso, condensato di conoscenze. La struttura, a pianta ottagonale, svetta dai tetti degli Uffizi e richiama esternamente, celebri edifici dell’antichità classica, come l’antica Torre dei Venti di Atene, e dell’età cristiana, come i Battisteri e le Basiliche. L’architettura della Tribuna è pervasa da riferimenti simbolici. La cupola, richiamo alla volta celeste, esternamente presenta una lanterna sormontata da una banderuola di ferro legata ad una lancetta che ne riproduce gli spostamenti su una rosa dei venti all’interno. La lanterna ha anche una funzione di meridiana: sia gli Equinozi che i Solstizi erano “a loro tempo assegnati quando veniva il Sole a questi punti, passando il lume Solare per certo luogo forato”. “Quel sovrano artifizio” faceva conoscere con certezza i meccanismi celesti, anche a chi era “poco pratico di pianeti, del moto del cielo e delle stelle”. Francesco I aveva concepito la Tribuna, da un punto di vista di arredi e fregi, come un luogo che rappresentasse i quattro elementi del mondo naturale. L’elemento Terra era reso dal pavimento che l’architetto Bernardo Buontalenti realizzò disegnando una raggiera a 8 spicchi-simile ad un grande fiore-composta da marmi policromi intarsiati (con alabastro dell’Africa settentrionale, porfido verde della Turchia, porfido d’Egitto) e raffigurazioni di piante e animali che il naturalista Jacopo Ligozzi dipinse lungo lo zoccolo, andato perduto. L’elemento Acqua fu evidenziato dalle 5780 conchiglie di madreperla della specie pinctada margaritifera, fatte arrivare appositamente dall’Oceano Indiano, e incastonate su un fondo tinto con lacca di cocciniglia, ottenuta – com’era d’uso - da milioni di piccoli insetti, sotto al quale furono stesi 130 metri quadri di lamina di foglia d'oro. Infine l’elemento Fuoco fu messo in risalto dalle pareti ricoperte da pregiati velluti rosso cremisi con frange dorate. L’elemento Aria lo ritroviamo nella svettante lanterna aperta ai venti e nelle otto finestre che si aprono in alto sulle pareti rischiarando l’interno. L’effetto è quello di uno scrigno che si apre al visitatore in tutto il suo splendore, fino quasi a stordirlo. La Tribuna è stata il cuore dell’esposizione delle collezioni medicee ed è l’ambiente che ha forse visto più riallestimenti e riadattamenti nel corso dei secoli. Sculture antiche al centro e dipinti di grandi dimensioni alle pareti animano ancora oggi il suggestivo spazio circolare avente il suo fulcro nella celebre Venere, qui giunti da Villa Medici sul Pincio nel Seicento. (testo tratto dal sito della Galleria degli Uffizi)




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