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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

LA SULTANA DI CAMILLO INNOCENTI

Camillo Innocenti, La sultana (1913) - Galleria d'Arte Moderna - Roma

Nelle sale della Galleria Comunale d'Arte Moderna, tra i molti dipinti presenti, mi è rimasto impresso quello del pittore romano Camillo Innocenti per la tecnica utilizzata che a me piace molto e si rifà al fenomeno artistico italiano che si chiama DIVISIONISMO, nato alla fine dell'ottocento e portato avanti fino ai primi decenni del novecento. Innocenti, non era entrato effettivamente all'interno della corrente, ma con La Sultana, questo è il titolo dell'opera eseguita nel 1913, egli ha saputo renderle degnamente omaggio. Da lontano la tecnica è poco visibile, per vederla meglio e per poterla apprezzare, bisogna per forza avvicinarsi. Io ho inserito in questo post alcune fotografie con delle parti dell'opera ingrandite più volte in modo da creare quella sensazione di meraviglia che si ha di fronte al dipinto.




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