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Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

LA SULTANA DI CAMILLO INNOCENTI

Camillo Innocenti, La sultana (1913) - Galleria d'Arte Moderna - Roma

Nelle sale della Galleria Comunale d'Arte Moderna, tra i molti dipinti presenti, mi è rimasto impresso quello del pittore romano Camillo Innocenti per la tecnica utilizzata che a me piace molto e si rifà al fenomeno artistico italiano che si chiama DIVISIONISMO, nato alla fine dell'ottocento e portato avanti fino ai primi decenni del novecento. Innocenti, non era entrato effettivamente all'interno della corrente, ma con La Sultana, questo è il titolo dell'opera eseguita nel 1913, egli ha saputo renderle degnamente omaggio. Da lontano la tecnica è poco visibile, per vederla meglio e per poterla apprezzare, bisogna per forza avvicinarsi. Io ho inserito in questo post alcune fotografie con delle parti dell'opera ingrandite più volte in modo da creare quella sensazione di meraviglia che si ha di fronte al dipinto.




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