Jacopo Robusti detto TINTORETTO, Giuditta e Oloferne

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   #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Jacopo Robusti detto TINTORETTO e bottega, Giuditta e Oloferne (1577-1578) olio su tela - Museo Nazionale del Prado, Madrid Proveniente dal Museo Nazionale del Prado di Madrid, in questi giorni si trova presso la Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e vi rimarrà fino al 27 marzo 2022 nell'ambito della mostra Caravaggio e Artemisia: La sfida di Giuditta .  Realizzato dal Tintoretto e dalla sua bottega, si caratterizza per la scelta di una composizione ampia, che permette l'inserimento di un gran numero di tettagli. La scena della storia biblica non si è ancora conlusa: l'elegante Giuditta compie il gesto di nascondere con una coperta il corpo di Oloferne ormai senza vita, mentre la sua ancella non ha ancora terminato di mettere la testa del condottiero Assiro all'interno della bisaccia. Tintoretto inserisce all'interno del dipinto molti particolari con l'intento di coinvolgere l'osservato

POMPEO BATONI ED IL RITRATTO DEL CONTE NICCOLO' SODERINI


Pompeo Batoni, Ritratto del conte Niccolò Soderini (1765) - Palazzo Barberini - Roma

Sempre nella splendida cornice della Galleria Nazionale d'arte Antica di Palazzo Barberini a Roma, a pochi metri dal dipinto nel post di questa mattina, c'è un'altro ritratto effettuato sempre da Pompeo Batoni (Lucca 1708 - Roma 1787), questa volta però a finire sotto il pennello dell'artista è il conte Niccolò Soderini ritratto nel 1765. Il dipinto è un olio su tela che misura 134 x 97cm. Il conte Soderini, a quel tempo era console del Granducato di Toscana a Roma e qui si nota la sua aria compiaciuta mentre posa con l'atteggiamento che si confà al suo ruolo e questo si nota anche dagli oggetti raffigurati intorno a lui.


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