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Tiziano Vecellio, Flora

  #artiebellezzeitaliane Photo by  Massimo Gaudio Tiziano Vecellio, Flora (1517 ca.) La giovane donna emerge dal fondo bruno del dipinto porgendo con la mano destra un mazzo di fiori primaverili, composto di roselline, viole, gelsomini; è abbigliata all’antica, con una candida camiciola che scivola sulla spalla destra lasciando intravedere il seno, mentre reclina dolcemente la testa sulla spalla sinistra, volgendo lo sguardo fuori dallo spazio dipinto. Il suo volto, dai tratti delicatissimi, corrisponde perfettamente ai canoni della bellezza rinascimentale cinquecentesca: pelle chiara e luminosa, il rosa sulle guance, e il viso incorniciato da lunghi capelli sciolti, biondo ramati, il colore tipico delle chiome delle donne ritratte da Tiziano (da qui il termine “rosso Tiziano”). L’identificazione del soggetto come “Flora”, la ninfa sposa di Zefiro di origine greca le cui gesta sono narrate da Ovidio, risale a Joachim von Sandrart, storiografo olandese, che nel 1635 circa vide l’opera n

IL CRISTO PORTACROCE DI GIORGIO VASARI

Photo by Massimo Gaudio

Giorgio Vasari, Il Cristo portacroce (1553) - Galleria Corsini - Roma

Mi capitò di leggere su alcuni quotidiani, che alla Galleria Nazionale di Arte Antica di Roma - Galleria Corsini sarebbe stato esposto per la prima volta al pubblico un dipinto del celebre pittore aretino Giorgio Vasari dal titolo Il Cristo Portacroce realizzato nel 1553. Lessi che sarebbe rimasto esposto fino al 30 di Giugno scorso perciò mi organizzai per andare al museo in Via della Lungara per ammirarlo. Dopo essere entrato nel museo ed aver attraversato la prima sala chiamata "Anticamera" e la "Prima Galleria", entrai in quella successiva chiamata "Galleria del Cardinale" e giù giù in fondo, dopo essere stato accompagnato da dipinti di Orazio Gentileschi, Guido Reni, Andrea Del Sarto, Garofalo, Mattia Preti, Sebastiano Conca, Anton van Dyck e molti altri, arrivai davanti al dipinto del Vasari. Rimasi subito colpito dalla sua bellezza e dall'eleganza in cui viene ritratto Cristo in uno degli ultimi momenti della sua vita. Mi è capitato di vedere altri dipinti raffigurati Cristo che porta la Croce. Di solito viene raffigurato sofferente ed appesantito dalla Croce stessa, invece questa volta il volto di Cristo esprime serenità nonostante sappia già quale sia il suo destino terreno. Una fotografia per quanto possa essere stata eseguita correttamente, non restituisce l'emozione come quella che si ha vedendo un'opera dal vivo.


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